Trieste, sabato Official Gatherings rilancia con il raduno di moto solidale in memoria di Samantha (VIDEO)
Il raduno motociclistico in programma sabato 18 aprile a Trieste viene presentato da Matteo Parenzan e Nicholas Bertocchi non solo come un appuntamento per appassionati delle due ruote, ma come un’iniziativa dal forte significato civile. Nel corso della trasmissione, Parenzan ha spiegato che il ritrovo si terrà alle 13.30 in piazza Unità d’Italia e che il cuore dell’evento sarà la commemorazione di Samantha, giovane scomparsa nell’agosto 2025. Il richiamo, però, non si fermerà a un solo nome: l’obiettivo dichiarato è ricordare tutte le vittime della strada.
Questa impostazione, emersa con chiarezza durante l’intervento, trasforma il raduno di moto a Trieste in qualcosa di più ampio rispetto a una semplice uscita collettiva. Parenzan ha infatti insistito sul valore del messaggio e sull’importanza di legare la passione per le moto a un’idea concreta di sicurezza stradale e sensibilizzazione pubblica.
Il ricordo di Samantha e la collaborazione con l’autoscuola Bisiac
Nel raccontare l’origine dell’iniziativa, Matteo Parenzan ha ripercorso la storia che ha portato alla costruzione di questo appuntamento. Samantha è stata descritta come una ragazza giovane, scomparsa lo scorso agosto, e il raduno nasce anche dal desiderio di tenere viva la sua memoria con un gesto pubblico e condiviso. Nel corso dell’incontro, Parenzan ha sottolineato il ruolo dell’autoscuola Bisiac, realtà che ha deciso di sostenere un progetto di guida sicura aperto a tutti.
Sempre secondo quanto spiegato in trasmissione, il padre di Samantha avrebbe donato la moto della figlia proprio alla Bisiac, contribuendo a dare slancio a un’idea che ora viene sviluppata come messaggio rivolto alla cittadinanza. Parenzan ha rimarcato con forza questo passaggio, spiegando che Official Gatherings Trieste ha sempre parlato di sicurezza, ma che in questo caso l’iniziativa assume una forma ancora più concreta.
Un raduno aperto a tutti, senza iscrizione
Uno degli aspetti evidenziati da Matteo Parenzan riguarda l’accessibilità dell’evento. Il raduno di moto solidale a Trieste sarà infatti aperto a qualsiasi tipo di due ruote e a chiunque desideri partecipare. Non è prevista alcuna iscrizione preventiva. Basterà presentarsi direttamente in piazza Unità al momento del ritrovo e prendere parte prima alla commemorazione e poi al percorso stabilito.
Anche questo dettaglio contribuisce a definire il taglio che gli organizzatori vogliono dare all’iniziativa. L’idea raccontata in diretta è quella di un evento inclusivo, capace di coinvolgere non solo motociclisti abituali ma anche persone che vogliono unirsi per il significato dell’appuntamento o per sostenere il progetto benefico collegato.
La giornata tra commemorazione, beneficenza e percorso in città
Nel corso dell’intervista, Matteo Parenzan ha illustrato anche il programma del pomeriggio. Dopo il ritrovo in piazza Unità, ci sarà la commemorazione della ragazza e l’intervento del padre di Samantha, descritto come un gesto di grande coraggio. È stato inoltre spiegato che si sta cercando di far arrivare in piazza anche la moto di Samantha, così da consentire un saluto ancora più vicino e simbolico.
Sempre in quella fase dell’evento verrà completata la vendita delle magliette realizzate per l’occasione. Parenzan ha mostrato in trasmissione il capo dedicato all’iniziativa, con la scritta “Ciao Sam” e il riferimento al progetto guida sicura. Ha anche ricordato che il ricavato andrà in beneficenza all’associazione Agmen, impegnata sul fronte dei tumori infantili. Una volta conclusa questa parte, il gruppo si sposterà per il giro che toccherà Portopiccolo e poi Monte Grisa.
Il senso del progetto Official Gatherings Trieste
Nel suo intervento, Matteo Parenzan ha offerto anche una chiave di lettura più ampia sul percorso di Official Gatherings Trieste. Ha ricordato che il gruppo aveva già chiuso la scorsa stagione con un raduno natalizio molto partecipato, caratterizzato dalla presenza di famiglie, bambini e persone vestite a tema. Quel precedente, secondo quanto riferito, aveva confermato la volontà di rendere questi appuntamenti momenti di aggregazione aperti a tutti.
Parenzan ha spiegato che a Trieste esistono poche realtà di questo tipo e che proprio per questo il gruppo intende rendere i raduni un appuntamento ricorrente, con cadenza ogni due mesi. Ha sottolineato però anche la complessità organizzativa che si nasconde dietro ogni evento, chiarendo che il lavoro necessario è notevole e che proprio per questo serve il giusto intervallo tra una manifestazione e l’altra.
La beneficenza come scelta precisa, non come cornice
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Matteo Parenzan riguarda la volontà di non limitarsi al semplice piacere del ritrovo motociclistico. In trasmissione lo ha detto in modo esplicito: l’idea è quella di fare del bene, non solo di girare per passione personale. Questa frase riassume bene il taglio dell’evento e ne definisce l’identità pubblica.
Il raduno, quindi, viene presentato come un’occasione in cui la passione per le moto incontra il bisogno di lasciare un segno utile. Memoria, beneficenza, educazione alla guida e partecipazione sono i cardini che Parenzan ha voluto mettere al centro. Ed è su questi elementi che si costruisce il messaggio del raduno solidale di Trieste, destinato a raccogliere non soltanto motociclisti, ma anche una parte di città sensibile a questi temi.
Un appello semplice: esserci e rispettare le regole
In chiusura, il messaggio di Matteo Parenzan è rimasto molto lineare. Non serve iscriversi, non servono passaggi complessi, basta presentarsi e vivere l’evento con lo spirito giusto. L’invito è a partecipare, ma anche ad ascoltare con attenzione le indicazioni dell’organizzazione per evitare rischi e per garantire che tutto si svolga in modo ordinato e sicuro.
Nel quadro tracciato nel corso della trasmissione, Parenzan consegna così l’immagine di un appuntamento che non punta solo ai numeri, ma alla qualità del significato che porta con sé. E in questa edizione, dedicata a Samantha e a tutte le vittime della strada, quel significato appare ancora più forte.
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