Trieste morirà in silenzio? La crisi abitativa che svuota la città: appuntamento il 13 maggio
Una città che splende per il turismo, ma che si sta svuotando dei suoi abitanti. È questo il grido d’allarme lanciato dal Fronte della Primavera Triestina e dal Partito Comunista, che hanno indetto una conferenza e un dibattito pubblico per il prossimo 13 maggio per affrontare quella che definiscono una vera e propria emergenza sociale: la crisi abitativa. I dati presentati dagli organizzatori dipingono un quadro drammatico per i residenti. In sessant’anni, Trieste ha perso oltre 70.000 abitanti, un declino demografico che oggi si scontra con un mercato immobiliare proibitivo. Dal 2021 a oggi, il prezzo delle case è lievitato del 33%, portando gli affitti a massimi storici mai registrati prima nel capoluogo giuliano. I numeri parlano chiaro: 25.000 appartamenti vuoti. Mentre migliaia di famiglie triestine attendono da anni l’assegnazione di una casa ATER, un’enorme fetta del patrimonio immobiliare cittadino giace inutilizzata o in mano a grandi capitali esteri. A ciò si aggiunge l’esplosione degli affitti brevi: il centro città si sta trasformando in una "distesa" di alloggi a breve termine, alimentando il profitto di grandi investitori ma rendendo impossibile la vita a studenti, giovani coppie e lavoratori. L'obiettivo dell'incontro è quello di scuotere l'opinione pubblica e la politica locale, chiedendo interventi strutturali per rimettere i cittadini al centro dello sviluppo urbano, contrastando la speculazione che sta "strappando a Trieste il suo futuro". Di tutto questo si parlerà lunedì 13 maggio alle 18 in via Giulia 74/a con Adam Bark (Fronte della Primavera triestina) e Manuel Marconcini (Partito comunista). L'invito è esteso a tutta la cittadinanza per un dibattito aperto: l'ultima chiamata per evitare che Trieste continui a scivolare verso un silenzioso e inarrestabile spopolamento.