Dipiazza “Trieste 2026 straordinario: Porto Vecchio, alberghi, marine e l’idea ‘Montecarlo 2’”

Dipiazza “Trieste 2026 straordinario: Porto Vecchio, alberghi, marine e l’idea ‘Montecarlo 2’”

Ecco cosa ha detto Roberto Dipiazza in diretta dalla pista di pattinaggio in piazza Ponterosso, ospite del direttore Trieste Cafe.

Nel corso della parte finale della diretta Facebook, condotta dal direttore dalla pista di pattinaggio in piazza Ponterosso, Roberto Dipiazza è stato chiamato a guardare avanti, con una domanda diretta e senza giri di parole: “come sarà il 2026 per Trieste”. La risposta del sindaco è arrivata immediata e senza esitazioni, con un giudizio netto che ha fatto da cornice a tutto il ragionamento successivo: “secondo me straordinario”.

Dipiazza ha spiegato subito il perché di questa convinzione, collegandola non a un singolo intervento, ma a un insieme di progetti già avviati o in fase di sviluppo: “perché ripeto abbiamo dei progetti”. In quel “ripeto” c’è il senso di un discorso che, nelle sue intenzioni, non nasce dal nulla ma da un percorso già tracciato nel tempo.

Porto Vecchio come baricentro del futuro
Il sindaco ha individuato senza esitazioni il cuore di questa prospettiva nel Porto Vecchio. Lo ha fatto citando un dato fisico e simbolico allo stesso tempo: “pensa al Porto Vecchio, 63 ettari diventeranno…”. Non ha completato la frase con una definizione tecnica, ma ha lasciato intendere che quella superficie rappresenta un potenziale enorme per la città.

In questo passaggio, Dipiazza ha raccontato anche un episodio preciso, collocato nel tempo e nel contesto istituzionale. Ha ricordato una visita: “quando è venuta l’ambasciatrice di Montecarlo”. Da lì ha riportato un dialogo diretto, così come pronunciato in diretta: “ha detto: ‘Roberto non farai mica Montecarlo 2’”. La risposta del sindaco è stata altrettanto diretta e significativa: “e ho detto spero di sì”.

Quella frase, “spero di sì”, nella dinamica della diretta non è stata presentata come uno slogan, ma come una sintesi di ambizione e visione. Non un progetto copiato, ma un’idea di livello, di qualità, di trasformazione profonda.

Università, studentato e nuovi studenti
Nel proseguire il ragionamento, Dipiazza ha legato lo sviluppo del Porto Vecchio a un altro asse strategico per Trieste: l’università. Le sue parole sono state chiare: “poi naturalmente l’università avrà lo studentato”. Non un dettaglio marginale, ma un tassello fondamentale per rendere quell’area viva, abitata, attraversata ogni giorno.

Il sindaco ha collegato questo tema a un dato che aveva già citato in altri momenti della diretta, ovvero l’interesse crescente per la città: “ieri si parlava proprio con l’università che siamo pieni di nuovi studenti”. Anche in questo caso, il riferimento non è stato astratto, ma legato a incontri concreti e a una percezione diretta.

Secondo Dipiazza, questo è uno dei segnali più chiari del movimento positivo della città: “sono quelle cose belle sai quando dici c’è un interesse per la città anche da parte degli studenti dell’università”. Il Porto Vecchio, in questa visione, non è solo un’area di pregio immobiliare, ma uno spazio che si intreccia con la vita accademica e con la presenza stabile di giovani.

Alberghi, marine e una trasformazione complessiva
Nel delineare il futuro, il sindaco ha elencato ciò che, secondo lui, renderà quell’area “qualcosa di straordinario”. Lo ha fatto in modo diretto, senza tecnicismi: “pensa alberghi, marine”. Parole semplici, ma cariche di significato economico e turistico.

Dipiazza ha spiegato che tutto ciò che “succederà all’interno di quel porto” contribuirà a una trasformazione radicale. Non si tratta, nel suo racconto, di singoli interventi isolati, ma di un ecosistema nuovo, capace di attrarre investimenti e di generare valore.

Il confronto con Porto Piccolo e il punto di vista imprenditoriale
Un passaggio centrale del suo intervento è stato il confronto con un’altra realtà. Dipiazza lo ha fatto esplicitamente: “all’incontrario di Porto Piccolo”. E ha spiegato cosa intendeva, usando una chiave temporale ed economica: “per dirti che servono 10 anni per cominciare a incassare”.

Il sindaco ha poi chiarito perché, secondo lui, Porto Vecchio è diverso: “quando investi a Porto Vecchio incassi subito”. È una frase che sintetizza la sua visione pragmatica e che introduce apertamente il punto di vista da cui parla. Lo ha detto senza ambiguità: “questa è la bellezza del Porto Vecchio, parlo sotto il punto di vista imprenditoriale”.

In quel passaggio, Dipiazza ha messo insieme la sua esperienza amministrativa e una lettura economica molto concreta, legata ai tempi di ritorno degli investimenti e alla capacità di un’area di generare valore immediato.

Un 2026 letto come anno di svolta
Nel complesso, il 2026 che Dipiazza descrive in diretta non è un anno simbolico per una singola inaugurazione, ma un momento in cui diversi percorsi convergono. Porto Vecchio, università, studentato, alberghi, marine e attrattività internazionale vengono raccontati come parti di un unico disegno.

Quando il sindaco dice “secondo me straordinario”, lo fa alla luce di questi elementi, non come previsione astratta ma come sintesi di cantieri, iter, incontri e prospettive che, nelle sue parole, sono già in movimento. La citazione di “Montecarlo 2”, lo studentato universitario e il concetto di “incassare subito” sono i tre pilastri attorno a cui costruisce il racconto del futuro di Trieste.

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