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Un gioiello restituito alla città: il colonnato di Villa Engelmann torna a splendere dopo decenni

Luca Marsi·
Un gioiello restituito alla città: il colonnato di Villa Engelmann torna a splendere dopo decenni

In una delle aree più suggestive della città, nel cuore verde di via di Chiadino, Trieste ritrova finalmente il colonnato di Villa Engelmann, riportato alla sua antica eleganza grazie a un intervento di restauro conservativo durato otto mesi e costato complessivamente 249.546,26 euro. Un’opera accurata, complessa, realizzata con l’obiettivo di garantire sicurezza strutturale, valorizzazione estetica e piena fruibilità di uno dei percorsi più iconici del giardino storico.

All’inaugurazione erano presenti l’assessore alle Politiche del Territorio Michele Babuder, la responsabile del Servizio progetti del verde Anna Nisi, i progettisti Andrea Benedetti e Fabio Marassi, e i rappresentanti della ditta esecutrice L.A.A.R. S.r.l., che ha curato l’intervento con competenze specialistiche e una finezza tecnica riconosciuta come modello.

Dalle ferite del tempo alla rinascita: un pergolato rimasto chiuso per oltre dieci anni

Il colonnato, composto da 36 colonne in pietra calcarea, 17 campate e 62 metri di lunghezza, si trovava da anni in condizioni critiche. Cedimenti fondazionali, fratture, distacchi, elementi mancanti e un generale stato di degrado avevano compromesso la stabilità dell’intera struttura, rendendo necessario un intervento tanto tempestivo quanto raffinato.

«Quando siamo intervenuti – ha ricordato l’assessore Babuder – il pergolato era ammalorato e chiuso da più di dieci anni. Oggi rinasce con un restauro rispettoso della storia e delle sue caratteristiche originali».

Un restauro magistrale: smontaggio totale, catalogazione, recupero e rinforzo antisismico

Il progetto ha previsto lo smontaggio completo di ogni elemento: colonne, capitelli, fusti, basamenti, archi in ferro ottocenteschi e pavimentazione in porfido “a coda di pavone”.
Tutto è stato trasferito nei laboratori della ditta L.A.A.R. per un accurato processo di pulitura, consolidamento e ricomposizione, rispettando geometrie, proporzioni e materiali originari.

Parallelamente è stato realizzato un nuovo sistema fondazionale, indispensabile per garantire sicurezza e resistenza sismica, mantenendo al contempo le irregolarità storiche del manufatto, come le variazioni negli interassi e nelle quote di imposta.

Una nuova vita per il verde storico: piante recuperate, nuove specie e profumi stagionali

L’intervento ha incluso un importante lavoro botanico, volto a recuperare lo spirito originario del colonnato. Via le infestanti che soffocavano rose e rampicanti, spazio a nuove specie selezionate per valore estetico e biodiversità: lonicere, falso gelsomino, abelia, convallaria, insieme a berberis, pennisetum e budleia amata dalle farfalle.

Le panchine in pietra, recuperate da altre aree cittadine, completano un percorso pensato per essere nuovamente vissuto e contemplato.

Un patrimonio restituito: storia, architettura e natura in un’unica opera

Le strutture in ferro, databili alla fine dell’Ottocento, ricollocate senza saldature come in origine, formano ora un pergolato elegante e stabile, fedele alla visione storica voluta dalla signora Engelmann.
La pavimentazione in porfido, rimossa e riposizionata con cura, ripropone oggi l’antico disegno “a coda di pavone”, cifra estetica preziosa di questa architettura giardino.

Con il colonnato restaurato, Trieste recupera non solo un monumento, ma un luogo identitario: un passaggio scenografico, un angolo di storia, un simbolo di come il patrimonio possa continuare a vivere grazie a interventi mirati, competenti e profondamente rispettosi del passato.

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