mercoledì 4 novembre 2026
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Paolo Di Tora ha consegnato al Sindaco il libro da lui scritto “La Redenzione”

Luca Marsi·
“Redenzione” è il titolo del libro scritto da Paolo Di Tora, già consigliere comunale, che oggi in Municipio ha voluto consegnare al Sindaco Roberto Dipiazza. Di Tora, che era accompagnato dalla madre Maria e dal padre Domenico - fra i primi Carabinieri che alle ore 5 del 26 ottobre 1954 con l’autocolonna entrò nel territorio triestino, probabilmente uno degli ultimi ancora viventi - ha illustrato la trama del libro che racconta di una madre e una figlia nel contesto storico di Trieste, della Venezia Giulia e dell’Italia tra il 1905 – 1957 partendo da Gimino, in Istria, nel 1905. Protagoniste una donna e la propria figlia in un quadro storico drammatico: dai territori della Venezia Giulia e Trieste lungo l’Italia fino in Puglia e a Roma, la difficile vita delle due donne si intreccerà con quella di una famiglia romana. Fatti storici vissuti da chi appartiene al ceto sociale più basso, dalla parte degli ultimi, spiega Di Tora nel libro. “Eroi sono anche le persone più umili, che giorno dopo giorno vivono con responsabilità verso gli altri o i propri cari”. Frutto di una ricerca storica dettagliata con riferimenti culturali inediti, il racconto dei protagonisti è integrato alle vicende e ai personaggi storici realmente esistiti saldandosi in un tutt’uno con il significato molteplice del termine “Redenzione” (tra cui, liberare da uno stato di oppressione, la salvezza della propria anima) nelle varie vicissitudini che portano alla strada verso la libertà. I tragici scenari di Trieste, della Venezia Giulia e dell’Italia in una Europa devastata costituiscono la cornice del racconto specialmente dal 1938 al 1954: le leggi razziali, le persecuzioni, l’occupazione nazista e jugoslava di Trieste, l’esodo Giuliano Dalmata, le foibe, l’amministrazione anglo-americana di Trieste, la rivolta del 1953 di Trieste e il suo ritorno definitivo all’Italia nel 1954. Non mancano poi riferimenti e dettagli storici su Mons. Santin. In un’Italia democratica e repubblicana che si stava riscattando e ricostruendo, la storia terminerà nel 1957 a Roma, dopo varie vicende che vedono i protagonisti affrontare le molteplici asperità delle loro vite. Una galleria fotografica di quei periodi aiuta poi a far rivivere quegli anni.
 
Scopo di questo racconto - ha affermato Di Tora – è un modo per far conoscere, diffondere e far ricordare, attraverso un romanzo, avvenimenti storici importanti che non vanno mai dimenticati.
 
Il Sindaco Dipiazza, nel ringraziare Di Tora per il “bellissimo libro - che riporta la dedica “La memoria storica definisce ciò che eravamo e ciò che siamo” – ne ha sottolineato “l’importante funzione didattica nell’affrontare tematiche storiche di grande rilievo di cui si deve sempre salvaguardare la memoria, come accaduto di recente a Milano con l’inaugurazione del monumento a perenne ricordo delle vittime delle Foibe e dell’Esodo, in piazza della Repubblica, a cui ho partecipato assieme ai sindaci Giuseppe Sala e Rodolfo Ziberna e il presidente dell’ANVGD Renzo Codarin”, consegnandogli infine la medaglia del Comune di Trieste.
 

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