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Pallacanestro Trieste: lettera di Dipiazza e del già Sindaco di Trieste, Cosolini al Presidente FIP

Luca Marsi·
Pallacanestro Trieste: lettera di Dipiazza e del già Sindaco di Trieste, Cosolini al Presidente FIP

Di seguito la lettera del sindaco Roberto Dipiazza e del già sindaco, Roberto Cosolini al presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Gianni Petrucci.

 

"Egregio Presidente Gianni Petrucci,

 

con la presente desideriamo esprimere, a nome della città di Trieste, la più profonda preoccupazione e il più fermo dissenso rispetto all’ipotesi di trasferimento del titolo sportivo e della squadra di Pallacanestro Trieste verso la città di Roma.

Trieste non è semplicemente una piazza sportiva. Trieste è storia della pallacanestro italiana. È cultura sportiva, identità collettiva, passione popolare costruita in decenni di sacrifici, appartenenza e partecipazione. È una delle capitali italiane del basket, con uno dei pubblici più numerosi, competenti e calorosi dell’intera Serie A, che non è seconda a nessuno.

Per questo motivo riteniamo che una scelta di tale portata non possa essere considerata una mera operazione societaria o finanziaria, regolata esclusivamente da logiche di business e di opportunità economica della proprietà. Una squadra professionistica non è un semplice asset commerciale trasferibile da una città all’altra come fosse un marchio qualsiasi. Una squadra rappresenta una comunità, una storia, una tradizione, un patrimonio sportivo e umano che appartiene prima di tutto ai suoi tifosi e al territorio che l’ha sostenuta per generazioni.

Ed è proprio qui che riteniamo fondamentale il ruolo della Federazione Italiana Pallacanestro e del suo Presidente. La Federazione non può limitarsi ad assumere un ruolo notarile rispetto a decisioni che incidono profondamente sull’identità dello sport italiano. Alla FIP spetta anche la responsabilità morale e istituzionale di salvaguardare le radici, i valori e la credibilità del movimento cestistico nazionale.

Diversamente, il rischio è quello di trasmettere il messaggio che nello sport professionistico tutto possa essere comprato, spostato e ridefinito esclusivamente in funzione del profitto, cancellando con un tratto di penna storie sportive che appartengono alle città e alle persone.

Appare inoltre evidente il paradosso rispetto ad altri sport nazionali. Nel calcio sarebbe inconcepibile immaginare che una società come Inter possa trasferire titolo sportivo e squadra in un’altra città, recidendo il legame storico con il proprio territorio. Non si comprende perché ciò debba invece essere ritenuto possibile e accettabile nella pallacanestro italiana.

Siamo convinti che la Federazione debba interrogarsi profondamente sulle conseguenze di simili decisioni, perché esse rischiano di creare un precedente pericoloso e di minare il rapporto fiduciario tra tifosi, comunità locali e istituzioni sportive.

Questa lettera non rappresenta soltanto la posizione delle istituzioni cittadine, ma la voce di un’intera comunità che si sente ferita e privata di un pezzo della propria identità sportiva. Proprio per questo motivo essa è sottoscritta dal Sindaco di Trieste e dall’ex Sindaco della città, a testimonianza di un sentimento che supera appartenenze politiche e divisioni amministrative, unendo la città nella difesa della propria storia sportiva.

Confidiamo pertanto che la Federazione Italiana Pallacanestro voglia assumere fino in fondo il proprio ruolo di garante dei valori dello sport italiano, valutando con attenzione e senso di responsabilità ogni decisione relativa al futuro della pallacanestro triestina.

Con osservanza,

 

Roberto Dipiazza - Sindaco di Trieste

Roberto Cosolini - Ex Sindaco di Trieste"

 

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