In sala Nathan la mostra “Il colore del caso” di George Tatge

È stata presentata questa mattina nella Sala Nathan del Magazzino 26, alla presenza dell’assessore alle Politiche della Cultura del Comune di Trieste, Giorgio Rossi, la mostra “Il colore del caso” del fotografo George Tatge.
Sono intervenuti l’autore, George Tatge, eLucia Orsi, project manager della mostra.
L’esposizione, ad ingresso gratuito, curata da Carlo Sisi, sarà inaugurata ufficialmente questa sera, venerdì 22 maggio alle ore 18.00, e sarà visitabile fino a domenica 12 luglio.
Un evento espositivo di straordinaria intensità poetica promosso dall'Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste e organizzata dalla casa editrice Magonza specializzata in arte e fotografia contemporanea che affianca all’attività editoriale progetti espositivi di ricerca in Italia e all’estero e collabora con gli artisti nella produzione di grafica d’arte e multipli.
Attraverso oltre 60 opere di grande formato l’artista — già celebre per i suoi bianchi e neri graficamente possenti — svela nella Sala Nathan del Magazzino 26 la sua conversione al colore, un viaggio interiore iniziato proprio tra le strade di questa città. La mostra è il frutto dell’incontro avventuroso di un viaggiatore errante, mai sazio, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm, con gli elementi naturali, antropici o antropizzati, che non sono cercati, ma sono piuttosto trovati, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore, attento, profondo e meditativo.
Dialogando con Tatge, l’assessore Rossi ha dichiarato: “Il caso è l'elemento condizionante della nostra vita, capace di bloccarci o di aprirci strade inaspettate. Se sottovalutiamo il caso, sottovalutiamo la vita stessa. È facile fotografare la celebrità o il personaggio di turno nelle cene di gala. Molto più difficile e nobile è documentare la realtà vera, anche quella più cruda. Questa mostra ha il merito immenso di testimoniare la verità".
“A meno che non abbia una committenza specifica – racconta George Tatge – preferisco vagare senza un progetto prefigurato in testa. Trovo che in questo modo la mia mente sarà più aperta alle sollecitudini, alle sorprese, a quelle inaspettate epifanie. L’Italia è un paese così imprevedibile, con delle stratificazioni di storia sorprendenti ma anche piena di cose quasi banali che possono essere fonti di meraviglia. Confesso che è un modo faticosissimo di lavorare e non lo suggerirei a nessuno. Camminare per tante ore e sentirmi in ogni momento in gioco, misurandomi con il mondo, testando le mie capacità di vedere e di capire, sfidando il Caso. Sì, proprio il Caso. Siamo tutti frutti del Caso, dal momento in cui si combinano i nostri cromosomi. Il Caso è uno degli aspetti più originali e unici della fotografia e quindi è giusto giocarci. Mi ritrovo perfettamente in una dichiarazione di un pittore che ammiro moltissimo, Gerhard Richter: “Non seguo alcuni obiettivi, nessun sistema, nessuna tendenza. Non ho un programma, né uno stile, né una direzione. Mi piace l’indefinito, la sconfinatezza. Mi piace l’incertezza continua”.
Il percorso espositivo nella Sala Nathan del Magazzino 26 si snoda attraverso un’architettura narrativa sapientemente suddivisa in sei tappe tematiche che guidano l'occhio del visitatore in una progressione emotiva e visiva. Ad accogliere il pubblico prima l’abbraccio di Trieste, seguito da una selezione di “Recinti" che si focalizza sul rigore della forma, e poi "Apparizioni", istanti in cui luoghi comuni manifestano presenze illogiche e ironiche. Segue la sezione "Superfici", un'esplorazione tattile e lenta della luce, della consistenza e della materia, dove il dettaglio diventa un universo da decifrare, seguita da "Vegetazione", che segna un momento di riflessione critica: il caos naturale denuncia l'impatto drammatico dell'uomo sull'ambiente. Il percorso si conclude con le sezioni "Metaspazi", dove la poetica metafisica di Tatge si riveste di nuove tonalità senza perdere il rigore compositivo, in cui si alternano visioni di Livorno, Torino e Trieste che colpiscono per le loro ardite prospettive urbane, e "Colore" inteso come materia viva, incarnata in cumuli di tessuti industriali dalle forme vitali e sospese.
A suggellare l’esperienza della mostra è la proiezione del documentario "Light & Color"per la regia di David Battistella. Girato tra Livorno e la Toscana, il film di 28 minuti è un atto di generosità: Tatge permette alla macchina da presa di seguirlo nei suoi rituali silenziosi intorno al cavalletto del banco ottico Deardorff, svelando i meccanismi intimi di un’esplorazione cromatica rivelatrice. È un omaggio alla lentezza e alla precisione in un’epoca di immagini digitali effimere.
Il passaggio al colore, avvenuto dopo trentacinque anni di bianco e nero, rappresenta una "nuova strada" ispirata da una mostra di Odilon Redon a Parigi e incoraggiata dal desiderio di non distrarsi più dai significati, ma di lasciare che il colore stesso riveli i suoi segreti nascosti.
Particolarmente significativo è il legame dell'artista con Trieste. È proprio qui che Tatge ha realizzato le sue prime fotografie a colori, colpito dalla metafisicità di Via Maestri del Lavoro o dalle trame rugginose delle finestre del Museo Revoltella progettate da Carlo Scarpa.
«Ero stato invitato a Trieste dall'elegante editore Simone Volpato a partecipare a un libro d'artista su Scipio Slataper. Così ho iniziato a vagare per queste strade stupende. L'albero della principessa, nome scientifico paulownia tomentosa, l'ho trovato in fondo a un vicolo, non mi ricordo dove. E poi la finestra del Museo Revoltella. Non sapevo che fosse stata disegnata da Carlo Scarpa! Ma ogni pannello sembrava un'opera d'arte astratta. In entrambi i casi erano i colori a colpirmi: quelli delicati dell'albero e le variazioni del colore ruggine della finestra. Via Maestri del Lavoro mi colpì per la sua metafisicità. Il palazzo in primo piano, con la vite rossa che sta coprendo la struttura proiettata verso i palazzi moderni, sembra quasi minacciarli che arriverà anche da loro, prima o poi! In mostra ci sono molte immagini in cui la natura si impossessa dell'opera dell'uomo».
Trieste, città che lo ha già insignito del Premio Friuli Venezia Giulia per la Fotografia nel 2010, diventa così il palcoscenico ideale per questa rassegna che, come sottolinea il curatore Carlo Sisi, trasforma la fotografia da semplice documento a pura metafora poetica, capace di dare dignità e maestà anche al più semplice oggetto disseminato nel paesaggio urbano.
“Trieste – conclude George Tatge – è stata anche il primo luogo che ho fotografato nel 1988, appena diventato Direttore della Fotografia alla Fratelli Alinari di Firenze. Trieste, nuovissima città antica, dove ho lavorato sul rione di Città Vecchia. Nel 2009 ho esposto la mostra Presenze, paesaggi italiani al Palazzo Gopcevic. Sono tante, quindi, le esperienze e i ricordi che mi legano a questa città. Per non dimenticare Italo Svevo, uno dei miei autori preferiti!”.
Titolo della mostra: Il Colore del Caso
Artista: George Tatge
Curatore: Carlo Sisi
Sede: Sala Nathan, Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste
Periodo: 23 maggio – 12 luglio 2026
Inaugurazione: 22 maggio ore 18:00
Ingresso: Libero
Organizzazione: Magonza
Catalogo disponibile online:
GEORGE TATGE | IL COLORE DEL CASO a cura di Carlo Sisi, edito da Giunti Editore
COMTS - GL
Articoli correlati
Il Comune informaTrieste brinda alla prima edizione del Bora Bier Fest: inaugurato il festival della birra in Porto Vecchio
Il Bora Bier Fest ha aperto le porte a Trieste. La prima edizione del Festival mitteleuropeo della Birra è stata inaugurata nel pomeriggio di oggi, venerdì 30 ottobre 2026, al Generali Convention Center, nel Porto Vecchio-Porto Vivo, dando
Il Comune informaTrieste, 26 milioni di capitali privati per la luce pubblica: bellezza e risparmio al centro del progetto
Illuminazione diversa per le diverse zone di Trieste, attenzione alla sicurezza nei rioni e alla valorizzazione del centro storico, con un progetto che punta a unire qualità della luce ed efficienza energetica. Sono i temi al centro del dib
Il Comune informaBasovizza. Scopertura del cippo commemorativo alla memoria degli agenti di custodia infoibati (VIDEO)
Presso la Foiba di Basovizza Monumento Nazionale è svolta oggi alla presenza delle Autorità la cerimonia di scopertura del cippo commemorativo alla memoria degli Agenti di Custodia trucidati e infoibati nel maggio del 1945. Hanno preso part
Il Comune informaInaugurazione anno accademico UniTs, Dipiazza si commuove: "Ragazzi, non abbiate paura di osare" (VIDEO)
Il Sindaco, Roberto Dipiazza, è intervenuto oggi alla alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università degli Studi di Trieste 2026. Questo il discorso pronunciato dal Primo cittadino: “Magnifica Rettrice Donata Vianelli,

