lunedì 20 luglio 2026
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I lunedì dello Schmidl, 26 maggio appuntamento al civico museo teatrale a Palazzo Gopcevich

Luca Marsi·
Lunedì 29 maggio, ore 17.30, nella Sala Bobi Bazlen del Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl in via G. Rossini 4, il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl» è dedicato a un grande protagonista della musica europea tra Sette e Ottocento: Franz Joseph Haydn (1732-1809). A tracciarne il ritratto sotto il profilo biografico, della produzione, della poetica e dell'estetica sarà il musicologo e compositore Federico Gon, autore di una recente pubblicazione dell'Istituto Italiano per la Storia della Musica dal titolo «Costretto ad essere originale. Studi su Joseph Haydn». La figura e la produzione di Haydn godono oggi di fama imperitura tanto nelle istituzioni concertistiche quanto nelle Università; la sua musica è stabilmente presente nei cartelloni di tutto il mondo, mentre la portata storico-estetica del suo lavoro è stata indagata – con colpevolissimo ritardo rispetto agli alti due astri della Wiener Klassik, Mozart e Beethoven – solo a partire dalla metà del secolo scorso, specialmente in ambito tedesco e anglosassone. Eppure, se c’è un paese che, al pari di Austria e Inghilterra, può vantare il più stretto legame con Haydn, questo è proprio l’Italia: dagli studi con Porpora, alla conoscenza di Metastasio, al legame con strumentisti italiani (su tutti Luigi Tomasini, suo Konzertmeister per più di trent’anni), a quello più intimo con la cantante Luigia Polzelli (dalla quale, con tutta probabilità, ebbe un figlio illegittimo), per non parlare della stima che godette presso le istituzioni musicali italiane dell’epoca (divenne membro dell’Accademia Filarmonica di Modena nel 1780 e il re di Napoli – per il quale scrisse cinque concerti per ‘lira organizzata’, strumento favorito dal sovrano – lo avrebbe voluto quale suo maestro di cappella al momento della conclusione del pluridecennale rapporto con gli Esterházy) o dell’influenza esercitata sulle nuove generazioni di operisti (ad esempio Rossini). Nato a Trieste nel 1982, Federico Gon ha studiato musicologia, laureandosi (2009) ed addottorandosi (2013) presso l’Università degli Studi di Padova. Ha al suo attivo numerose partecipazioni a convegni nonché la pubblicazione di monografie e numerosi saggi in riviste specializzate in ambito operistico e sinfonico del XVIII-XIX secolo. È curatore dell’edizione critica di «Il matrimonio segreto» di Domenico Cimarosa in corso di pubblicazione. Vincitore del premio “Tesi Rossiniane” (Fondazione Rossini di Pesaro, 2013), è stato ricercatore post-doc presso l’Università di Vienna (2016-2019). È membro del “Comitato per l’Edizione Nazionale delle commedie per musica di Domenico Cimarosa. Attualmente insegna presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Parallelamente, dopo un inizio da autodidatta, ha compiuto studi di composizione con Azio Corghi e Mauro Bonifacio. Interessato sia all’ambito operistico che a quelli sinfonico e cameristico, ha al suo attivo lavori commissionati ed eseguiti da enti quali il Teatro G. Verdi di Trieste, il Gran Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi”, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, l’Orchestra “I pomeriggi musicali” di Milano, Nuova Consonanza, Festival Pergolesi Spontini, Mittelfest, Quartetto Maffei, Teatro Coccia di Novara, MiTo Settembre Musica, Teatro Regio di Torino, Orchestra di Padova e del Veneto. È vincitore del Premio Nuova Musica alla Fenice 2016. Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili. COMTS

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