Lunedì 29 maggio, ore 17.30, nella Sala Bobi Bazlen del Civico Museo
Teatrale Carlo Schmidl in via G. Rossini 4, il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl»
è dedicato a un grande protagonista della musica europea tra Sette e Ottocento: Franz
Joseph Haydn (1732-1809). A tracciarne il ritratto sotto il profilo biografico, della
produzione, della poetica e dell'estetica sarà il musicologo e compositore Federico
Gon, autore di una recente pubblicazione dell'Istituto Italiano per la Storia della
Musica dal titolo «Costretto ad essere originale. Studi su Joseph Haydn».
La figura e la produzione di Haydn godono oggi di fama imperitura tanto nelle
istituzioni concertistiche quanto nelle Università; la sua musica è stabilmente
presente nei cartelloni di tutto il mondo, mentre la portata storico-estetica del suo
lavoro è stata indagata – con colpevolissimo ritardo rispetto agli alti due astri della
Wiener Klassik, Mozart e Beethoven – solo a partire dalla metà del secolo scorso,
specialmente in ambito tedesco e anglosassone.
Eppure, se c’è un paese che, al pari di Austria e Inghilterra, può vantare il più
stretto legame con Haydn, questo è proprio l’Italia: dagli studi con Porpora, alla
conoscenza di Metastasio, al legame con strumentisti italiani (su tutti Luigi Tomasini,
suo Konzertmeister per più di trent’anni), a quello più intimo con la cantante Luigia
Polzelli (dalla quale, con tutta probabilità, ebbe un figlio illegittimo), per non parlare
della stima che godette presso le istituzioni musicali italiane dell’epoca (divenne
membro dell’Accademia Filarmonica di Modena nel 1780 e il re di Napoli – per il
quale scrisse cinque concerti per ‘lira organizzata’, strumento favorito dal sovrano –
lo avrebbe voluto quale suo maestro di cappella al momento della conclusione del
pluridecennale rapporto con gli Esterházy) o dell’influenza esercitata sulle nuove
generazioni di operisti (ad esempio Rossini).
Nato a Trieste nel 1982, Federico Gon ha studiato musicologia, laureandosi
(2009) ed addottorandosi (2013) presso l’Università degli Studi di Padova. Ha al suo
attivo numerose partecipazioni a convegni nonché la pubblicazione di monografie e
numerosi saggi in riviste specializzate in ambito operistico e sinfonico del XVIII-XIX
secolo. È curatore dell’edizione critica di «Il matrimonio segreto» di Domenico
Cimarosa in corso di pubblicazione. Vincitore del premio “Tesi Rossiniane”
(Fondazione Rossini di Pesaro, 2013), è stato ricercatore post-doc presso l’Università
di Vienna (2016-2019). È membro del “Comitato per l’Edizione Nazionale delle
commedie per musica di Domenico Cimarosa. Attualmente insegna presso il
Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.
Parallelamente, dopo un inizio da autodidatta, ha compiuto studi di
composizione con Azio Corghi e Mauro Bonifacio. Interessato sia all’ambito
operistico che a quelli sinfonico e cameristico, ha al suo attivo lavori commissionati
ed eseguiti da enti quali il Teatro G. Verdi di Trieste, il Gran Teatro La Fenice di
Venezia, l’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi”, l’Orchestra Sinfonica di
Sanremo, l’Orchestra “I pomeriggi musicali” di Milano, Nuova Consonanza, Festival
Pergolesi Spontini, Mittelfest, Quartetto Maffei, Teatro Coccia di Novara, MiTo
Settembre Musica, Teatro Regio di Torino, Orchestra di Padova e del Veneto. È
vincitore del Premio Nuova Musica alla Fenice 2016.
Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili.
COMTS
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