Cerimonia in Risiera, intervenuto anche il sindaco Roberto Dipiazza

Questa mattina nel cortile interno del Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba si è svolta la solenne cerimonia per l’81° anniversario della Liberazione d'Italia - 25 Aprile 2026. Alla presenza del picchetto del Reggimento Piemonte Cavalleria Secondo, hanno fatto il loro ingresso del Gonfalone della Città di Muggia, decorato di Medaglia d'argento al valor militare, e il Gonfalone della Città di Trieste, decorato di Medaglia d'oro al valor militare. C'erano inoltre i Gonfaloni della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dei Comuni di Duino Aurisina, San Dorligo della Valle-Dolina e Sgonico; le Autorità civili, militari e religiose di Trieste; i rappresentanti e i labari di vari gruppi, Enti, e Associazioni, dei Caduti, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dei Sindacati e del Comitato Internazionale del Lager Nazista della Risiera di San Sabba.
Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il commissario del governo in Friuli Venezia Giulia Giuseppe Petronzi e l'assessore regionale Sebastiano Callari hanno deposto una corona dando così avvio alla cerimonia. Ulteriori corone sono state deposte a nome dei Comuni della provincia di Trieste (Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, Sgonico e San Dorligo della Valle-Dolina), del Comune sloveno di Sesana (Sežana), dei rappresentanti di gruppi e associazioni.
Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha dunque tenuto il suo intervento: “Ci raccogliamo oggi, in questo luogo simbolo della memoria più dolorosa della nostra città e del nostro Paese, per celebrare il 25 aprile, la Festa della Liberazione. La Risiera di San Sabba non è soltanto un monumento nazionale. È un luogo della coscienza. Qui, dove la brutalità del nazifascismo ha raggiunto uno dei suoi vertici più disumani, si è consumata una tragedia che interpella ancora oggi la nostra responsabilità di uomini e donne liberi”.
“Il 25 aprile del 1945 fu il giorno della Liberazione dal nazifascismo, ma fu anche, e soprattutto, il giorno della rinascita morale e civile del nostro Paese”, ha continuato il sindaco Roberto Dipiazza: “Eppure, oggi, mentre celebriamo questa ricorrenza, non possiamo ignorare il contesto in cui viviamo. Il mondo attraversa una fase complessa e delicata. Guerre e conflitti continuano a insanguinare diverse aree del pianeta. Popolazioni civili vengono colpite, costrette a fuggire, private dei diritti fondamentali. Di fronte a questo scenario, il messaggio del 25 aprile assume una forza straordinaria. Ci ricorda che la pace non è mai garantita una volta per tutte. Che la democrazia è fragile se non viene difesa ogni giorno. Che la libertà richiede impegno, partecipazione, responsabilità. Non basta celebrare la Liberazione. Dobbiamo esserne degni. Essere degni della Liberazione significa rifiutare ogni forma di indifferenza. Significa contrastare l’odio, il razzismo, l’antisemitismo, ogni tentativo di negare la dignità dell’altro. E significa, soprattutto, educare le nuove generazioni. Con questo spirito, celebriamo oggi il 25 aprile. Non solo come una ricorrenza, ma come un patto tra generazioni. Un patto fondato sui valori della libertà, della democrazia, della pace”.
Sono in seguito intervenuti il sindaco di Duino Aurisina Igor Gabrovec; il vicepresidente del Comitato Anpi Trieste Renato Kneipp a nome delle Associazioni dei Partigiani e dei Deportati; Andrea Holjar della Camera del Lavoro Uil di Trieste in rappresentanza del mondo del lavoro. Hanno infine officiato i riti religiosi Sua Eccellenza Reverendissima monsignor Enrico Trevisi, vescovo di Trieste, per la Comunità Cattolica; l'archimandrita Grigorios Miliaris per la Comunità Greco-Ortodossa; padre Rasko Radovic per la Comunità Serbo-Ortodossa; il pastore della Comunità Evangelica Luterana di Confessione Augustana, Andrei Popescu, a nome delle Chiese evangeliche di Trieste. È stata data lettura di un messaggio di rav Paul Alexandre Meloni, Rabbino capo della Comunità Ebraica di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, che non era presente alla cerimonia in quanto quest'anno è caduta nella giornata dello Shabbat.
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