Ex caserma di Roiano, nuovo murales mosaico visibile a tutti dal 16 marzo

Da lunedì 16 marzo sarà visibile il nuovo murale sull'elemento architettonico semicilindrico presente all'interno del complesso dell'ex Caserma di Roiano: l'opera artistica è stata realizzata per ottemperare a una legge italiana, risalente al Dopoguerra (n.717 del 29 luglio 1949) ma tuttora vigente, che norma l'arte sugli edifici pubblici. Per l'Italia era il periodo della ricostruzione post-bellica: per promuovere il patrimonio culturale materiale e immateriale dello Stato, la legge 717/1949 (cosiddetta legge del 2%) introdusse la previsione di investire quote prestabilite nella realizzazione di opere d'arte sugli edifici pubblici di nuova costruzioneedificati dagli Enti pubblici italiani.
L'assessore al Patrimonio Immobiliare Elisa Lodi esprime soddisfazione per la conclusione di questo complesso intervento che, dopo oltre otto anni e diversi appalti, ha rigenerato un intero isolato di circa 8 mila metri quadrati: “Restituiamo alla città un'area di ampio valore ambientale, un nuovo polmone verde e un punto di aggregazione sociale con spazi dedicati a gioco e socialità". Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione urbanistica dell’area dell’ex Caserma di Roiano, nel corso del 2025 sono state ultimate la costruzione di due nuovi edifici, destinati rispettivamente ad asilo nido e autorimessa, e la realizzazione della sistemazione esterna di completamento. In questo contesto, e alla luce della legge del 1949, si è ritenuto necessario valorizzare un elemento architettonico semicilindrico, trasformando la sua superficie in una moderna opera musiva. Tale elemento architettonico era precedentemente stato progettato per assolvere alla semplice funzionalità di corpo scala dell’autorimessa. Risulta visibile da molti punti di vista per il pedone che passeggia sui nuovi marciapiedi che circondano l’intero isolato.
La nuova superficie musiva conferisce una connotazione di unicità al manufatto edilizio; esprime e interpreta la natura di questo nuovo luogo; crea un punto di vista unico grazie alla scelta di un soggetto grafico consono al sito, di materiali resistenti allo scorrere del tempo e di tessere colorate luminose in quanto riflettono la luce solare. Nell'ambito di un concorso di idee, una commissione (composta da: due artisti, la responsabile unica e il progettista dell'opera intera, una rappresentante della locale Soprintendenza) ha selezionato il bozzetto vincitore.
A realizzarlo, un sodalizio tra uno studio di architettura e un artista. Raffigura una composizione con una serie di elementi vegetali in “controluce”, come se fossero visti da qualcuno sdraiato all’ombra di un albero,guardando verso il cielo. L'opera è dunque stata realizzata in tecnica mista da una famosa scuola di mosaicisti e da un decoratore e restauratore esperto, entrambi espressioni del territorio regionale del Friuli Venezia Giulia. La parte prevalente in mosaico è in smalti veneziani o eco-smalti, composta da una serie di quadrati ognuno di misura 60 centimetri per 60, applicati su tutte le pareti del corpo scala. A collegare i quadrati, un segno leggero di pittura da esterni resistente agli agenti atmosferici. Lunedì 16 marzo la recinzione attorno all'elemento architettonico sarà rimossa, rendendo il mosaico integralmente osservabile dall'esterno.
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