Bullismo e cyberbullismo, Trieste rilancia: 7000 studenti coinvolti nel progetto “Condividi?”
Una frase semplice, ma potente: “Il bullismo è una situazione in cui non hai nessuno al tuo fianco e resti sempre solo”. È da questa riflessione, raccolta direttamente durante gli incontri nelle scuole, che prende forma il nuovo percorso di sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo promosso dal Comune di Trieste.
Un’iniziativa che conferma l’impegno concreto dell’Amministrazione comunale nel contrasto a un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani, puntando su prevenzione, ascolto e formazione.
Un protocollo condiviso per proteggere i minori
Alla base del progetto c’è il Protocollo d’intesa approvato nel 2022, intitolato “Prevenzione e sensibilizzazione per la tutela dei minori”, che coinvolge diversi enti del territorio, tra cui i Dipartimenti comunali, la Polizia Locale e i Comuni dell’Ambito Carso Giuliano.
Inserito tra le attività del Centro per le Famiglie, il protocollo promuove azioni mirate a diffondere una cultura fondata sul rispetto, contrastando ogni forma di violenza, abuso e discriminazione, con particolare attenzione al bullismo e al cyberbullismo.
Tognolli: “Un progetto dedicato ai giovani e al loro futuro”
A presentare l’iniziativa è stato l’assessore ai Servizi e Politiche Sociali, Massimo Tognolli, che ha sottolineato come il progetto sia rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, attraverso il percorso intitolato “Condividi?”.
Tognolli ha evidenziato come l’iniziativa si sviluppi in due momenti distinti: un primo ciclo di incontri direttamente in classe e un secondo appuntamento il 16 aprile alle ore 10.30 al Teatro Bobbio, dove verrà proposto uno spettacolo teatrale dedicato al tema.
L’assessore ha inoltre ricordato che a Trieste si stimano circa 18.000 ragazzi in età scolare, con oltre 5.000 minori raggiunti quotidianamente dalle attività comunali, grazie anche al lavoro del Centro per le Famiglie.
De Gavardo: “Serve una risposta coordinata e concreta”
L’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo, ha posto l’accento sulla necessità di un approccio condiviso.
Secondo de Gavardo, il bullismo rappresenta un fenomeno complesso che richiede un intervento sinergico tra istituzioni. La Polizia Locale svolge un ruolo fondamentale sia nell’intervento diretto nei casi di aggressione e minaccia, sia nella prevenzione attraverso la presenza sul territorio e nelle scuole.
Ha inoltre sottolineato come oggi i giovani fatichino a distinguere tra realtà e dimensione virtuale, evidenziando l’importanza di far comprendere le conseguenze concrete delle azioni, anche online.
I dati: un fenomeno in crescita tra i giovani
A fornire il quadro numerico è stata Annalisa Castellano, che ha riportato dati significativi relativi al fenomeno.
In Italia, nel 2023, il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di aver subito episodi offensivi o aggressivi, sia online che offline. Il 21% ha riferito episodi ripetuti più volte al mese, mentre circa l’8% con frequenza settimanale.
Particolarmente rilevante anche il dato sul cyberbullismo: oltre 1 milione di studenti tra i 15 e i 19 anni ha subito episodi nel 2024, con una crescita rispetto agli anni precedenti. Il 32% ha ammesso di aver agito almeno una volta come cyberbullo.
Numeri che evidenziano un fenomeno strutturale e in evoluzione, spesso amplificato dall’uso quotidiano delle tecnologie digitali.
Un percorso educativo tra classe e teatro
Il progetto coinvolge per l’anno in corso 37 classi e 731 studenti, appartenenti a diversi istituti comprensivi del territorio.
Dal 2015 a oggi, l’iniziativa ha già raggiunto oltre 7000 studenti, confermandosi come uno degli strumenti più rilevanti a livello locale per la prevenzione.
Il percorso si articola in incontri interattivi in classe, condotti da educatori, assistenti sociali e agenti della Polizia Locale, affiancati dagli insegnanti.
A completare il progetto sarà lo spettacolo teatrale “Condividi?”, portato in scena dalla compagnia Teatro in Movimento, inserito nel programma “Generazioni Connesse”.
Lo spettacolo racconta la storia di due dodicenni vittime di bullismo e cyberbullismo, costruita a partire da esperienze reali condivise dagli studenti, con un linguaggio diretto e privo di retorica.
Un impegno collettivo contro la solitudine dei ragazzi
L’obiettivo finale è chiaro: rafforzare la prevenzione e costruire una rete solida tra istituzioni, scuola e famiglie.
Il bullismo, come emerso dalle parole dei ragazzi stessi, è prima di tutto solitudine. Ed è proprio contro questa solitudine che si muove l’intero progetto, con l’intento di fornire strumenti concreti per riconoscere il disagio, chiedere aiuto e costruire relazioni più sane.
Un percorso che punta non solo a contrastare il fenomeno, ma anche a promuovere una cultura della responsabilità e del rispetto tra le nuove generazioni.
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