lunedì 28 settembre 2026
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Eventi

VENETO - Promotore finanziario abusivo aveva raccolto risparmi per 2 milioni di euro

Luca Marsi·

I finanzieri del Comando Provinciale scaligero alle prime ore del giorno hanno eseguito, su mandato della locale Autorità Giudiziaria, una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, 37 anni, della provincia veronese, accusato di aver esercitato abusivamente l’attività finanziaria e di aver raggirato numerosi clienti dei quali ha “raccolto” i risparmi per oltre 2 milioni di euro.

Il “falso” promotore finanziario, da molti clienti già conosciuto in ragione del suo precedente incarico di dipendente di una società di assicurazioni, una volta messosi “in proprio” è riuscito a carpire la fiducia di numerosi cittadini che gli hanno affidato i propri risparmi dietro l’allettante “promessa” di investimenti sicuri e molto remunerativi.

Il provvedimento cautelare, assunto dal Gip del Tribunale di Verona, dott.ssa Giuliana Franciosi, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Carlo Boranga, è stato emesso proprio in ragione dei chiari elementi di colpevolezza raccolti dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Verona e della Compagnia di Legnago a carico dell’uomo e del concreto rischio di reiterazione nei reati.

Lo stesso è indagato per i reati di abusivismo finanziario e autoriciclaggio; al medesimo sono, inoltre, contestate numerose truffe in danno di decine di investitori.

Con lui risultano anche indagati, seppur a piede libero, la compagna (per riciclaggio) e un suo ex collaboratore, in concorso, per alcuni dei suddetti episodi di truffa.

Le indagini, condotte in sinergia dai finanzieri di Verona e Legnago, sono partite a seguito di denunce-querele, una trentina circa, sporte da altrettante persone che avevano lamentato di essere state truffate dal “proprio” promotore finanziario, il quale aveva proposto investimenti con bassi margini di rischio, quasi sempre «garantiti» da forme assicurative e, soprattutto, caratterizzati da elevati rendimenti.

Le investigazioni hanno evidenziato che l’uomo, in concreto, aveva approfittato della fiducia che molti dei malcapitati risparmiatori riponevano nella compagnia di assicurazioni a cui avevano in passato affidato i loro risparmi e presso la quale l’odierno arrestato aveva lavorato sino al 2016, prima di “mettersi in proprio”.

Il “falso” broker era così riuscito ad ottenere fraudolentemente cospicue somme di denaro, in un caso anche superiori a 600 mila euro, che si era fatto bonificare su conti correnti italiani o esteri o, ancora, direttamente su conti intestati alla propria compagna. Le somme così raccolte erano spesso investite in operazioni del tutto aleatorie, come quelle in criptovalute.

Taluni clienti venivano addirittura periodicamente “rassicurati” circa la bontà dell’investimento con modesti versamenti di denaro, come se fossero delle vere e proprie cedole, ovvero esibendo comunicazioni bancarie indicative di cospicui guadagli sull’investimento effettuato.

Allo scadere del contratto, però, allorquando gli stessi investitori chiedevano di rientrare in possesso del capitale investito, l’abusivo promotore, accampando scuse pretestuose e mandando loro l’attestazione di bonifici in realtà mai effettuati, faceva perdere le proprie tracce. 

I finanzieri hanno infatti accertato che i poveri clienti, in realtà, non risultavano aver operato gli investimenti “sicuri e garantiti” loro paventati.

Il più delle volte le società indicate sui contratti fatti sottoscrivere ai risparmiatori hanno dichiarato di non aver avuto alcun rapporto con l’abusivo promotore finanziario.

In altri casi le Fiamme Gialle hanno scoperto che la copia dei bonifici esibita da quest’ultimo ai suoi clienti era in realtà contraffatta e le polizze stipulate a garanzia erano false.

Il lavoro certosino delle Fiamme Gialle ha permesso di quantificare l’ammontare dei capitali abusivamente raccolti dal «falso» promotore nel periodo 2017/2020 in complessivi 2.047.682 euro, per i quali l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dei beni dell’indagato per un corrispondente valore.

È in corso di esecuzione anche un sequestro preventivo per oltre 235 mila euro nei confronti della compagna dell’uomo che dovrà rispondere di riciclaggio. In un settore molto complesso, come quello della tutela del risparmio, la Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria, è sempre molto impegnata a salvaguardia dei cittadini onesti e delle imprese sane e per prevenire e contrastare fenomeni di illegalità.

Il contrasto ai fenomeni di abusivismo bancario e finanziario tutela, in particolare, il trasparente investimento dei risparmi dei cittadini e previene diffuse forme di truffa.

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