venerdì 29 maggio 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
25/03 Portovivo (CONTINUATIVO)
Breaking
Trieste, gabbiano punta una bimba di 2 anni in piazza Verdi: “Siamo dovute scappare” Piazza Garibaldi, triestina racconta l’incontro con uno straniero: “Avevo paura, poi mi ha fatto sorridere” Turismo a Trieste, Federalberghi: “Non vogliamo una città luna park” (VIDEO) “Faccio selfie coi cittadini”: il sindaco racconta le sue giornate tra cantieri e città Da Radio Cecchetto a Trieste: la nuova avventura di Luigi Margio Inaugurata la seconda edizione del Borgo Teresiano Wine Fest Case luminose e con terrazzo, cambia la casa ideale dei triestini dopo la pandemia (VIDEO) Turisti sempre più sui bus a Trieste, ma scattano le multe: “Molti non sanno come validare il biglietto” (VIDEO) Passo Montecroce Carnico. Amirante: "Con Anas strategie condivise" Negozi chiusi con la città piena di turisti, Rebek: “Poi non lamentatevi se non fatturate” (VIDEO) Trieste, polizia sotto pressione: “Troppo pochi uomini per gestire emergenze e movida” (VIDEO) Muggia. Al via la gara per la nuova pista di atletica Al via dal 1 giugno la rassegna dedicata a Carpinteri e Faraguna "El passeger dimanda" Studenti e atleti, a Trieste si apre il dibattito sulla dual career Casa. Honsell (Open): "DDl 80 lascia irrisolte le criticità storiche" Trieste, gabbiano punta una bimba di 2 anni in piazza Verdi: “Siamo dovute scappare” Piazza Garibaldi, triestina racconta l’incontro con uno straniero: “Avevo paura, poi mi ha fatto sorridere” Turismo a Trieste, Federalberghi: “Non vogliamo una città luna park” (VIDEO) “Faccio selfie coi cittadini”: il sindaco racconta le sue giornate tra cantieri e città Da Radio Cecchetto a Trieste: la nuova avventura di Luigi Margio Inaugurata la seconda edizione del Borgo Teresiano Wine Fest Case luminose e con terrazzo, cambia la casa ideale dei triestini dopo la pandemia (VIDEO) Turisti sempre più sui bus a Trieste, ma scattano le multe: “Molti non sanno come validare il biglietto” (VIDEO) Passo Montecroce Carnico. Amirante: "Con Anas strategie condivise" Negozi chiusi con la città piena di turisti, Rebek: “Poi non lamentatevi se non fatturate” (VIDEO) Trieste, polizia sotto pressione: “Troppo pochi uomini per gestire emergenze e movida” (VIDEO) Muggia. Al via la gara per la nuova pista di atletica Al via dal 1 giugno la rassegna dedicata a Carpinteri e Faraguna "El passeger dimanda" Studenti e atleti, a Trieste si apre il dibattito sulla dual career Casa. Honsell (Open): "DDl 80 lascia irrisolte le criticità storiche"
Eventi

Tracce del tempo nel calice: quattro vignaioli raccontano il Carso tra passato e futuro (FOTO)

Luca Marsi ·
Tracce del tempo nel calice: quattro vignaioli raccontano il Carso tra passato e futuro (FOTO)

Si è svolta a Trieste, nella prestigiosa cornice del DoubleTree by Hilton, una degustazione che ha saputo trasformare il vino in racconto, memoria e prospettiva. L’evento, intitolato “Tracce del tempo: quattro vignaioli, due epoche”, si inserisce nella 19ª edizione di Teranum e i vini rossi del Carso, confermandosi come uno dei momenti più intensi e identitari della manifestazione.

Protagonisti assoluti, i vini rossi del Carso, capaci di raccontare una terra dura e autentica, fatta di vento, roccia e resilienza. A guidare il percorso, la sommelier Ivana Capraro, premiata con il Michelin Sommelier Award, che ha condotto i presenti in un viaggio sensoriale e culturale tra annate e territori.

Non grandi numeri, ma grandi identità

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato Matej Skerlj, presidente dell’Associazione Viticoltori del Carso, che ha ribadito con forza la direzione intrapresa dal comparto locale:

«Promuovere oggi i vini rossi del Carso significa rafforzare la consapevolezza del valore del nostro patrimonio vitivinicolo», ha dichiarato Skerlj, evidenziando come vitigni autoctoni come il refosco – da cui nascono Terrano e Refosco – rappresentino un pilastro della storia agricola del territorio.

Skerlj ha inoltre lanciato una riflessione strategica sul futuro del settore, proponendo una collaborazione tra le aree del Carso, del Collio e dei Colli Orientali per costruire una nuova piramide qualitativa regionale, capace di valorizzare identità e specificità territoriali, oltre le logiche delle grandi produzioni.

Il Carso nel calice: tra vento, roccia e resistenza

La degustazione si è aperta con una suggestiva riflessione di Ivana Capraro:

«Prima del Terrano… c’è la Bora. Un vento che non accarezza. Strappa, asciuga, seleziona. E quello che resta… diventa vino».

Un’introduzione potente, che ha inquadrato il Terrano non solo come vino, ma come espressione estrema di un territorio unico. «Non è un vitigno facile. È un vitigno che resiste», ha aggiunto Capraro, evidenziando la natura autentica e non addomesticabile di questa produzione.

Una degustazione “rovesciata”: prima il passato, poi il presente

Originale e coinvolgente la formula scelta: un assaggio invertito, che ha visto per ogni produttore prima il vino più vecchio e subito dopo quello più giovane. Un confronto diretto tra epoche, capace di raccontare l’evoluzione nel tempo senza perdere il filo dell’identità.

In degustazione quattro realtà simbolo del Carso:

Bajta con le annate 2013 e 2023, tra austerità tradizionale e maggiore equilibrio moderno

Budin con 2016 e 2023, espressione di un percorso agricolo autentico e consapevole

Vina Tauzher con 2015 e 2021, viticoltura naturale nel cuore del Carso sloveno

Škerk con 2011 e 2021, sintesi potente tra struttura, eleganza e prospettiva futura

Ogni vino ha raccontato una stagione, un clima, una scelta. Dal rigore acido e tannico delle annate più fresche alla rotondità delle vendemmie più calde, il filo conduttore resta sempre lo stesso: il legame indissolubile con il territorio.

Tra tradizione, cucina e cultura del territorio

Non solo vino, ma anche cultura gastronomica. Gli abbinamenti suggeriti hanno richiamato i sapori autentici del Carso: salsiccia, prosciutto, formaggi locali come lo Jamar, fino ai piatti più strutturati come goulasch e jota.

Un dialogo continuo tra calice e cucina, tra memoria e contemporaneità.

Teranum 2026 prende il via

La degustazione si è conclusa nel pomeriggio, lasciando spazio all’apertura ufficiale della diciannovesima edizione di Teranum, che ancora una volta pone Trieste e il Carso al centro di una narrazione enologica fatta di qualità, artigianalità e identità.

Un messaggio chiaro emerge da questa esperienza: in un mondo del vino sempre più globale e standardizzato, il futuro passa dalla riscoperta delle radici, dalla valorizzazione dell’autoctono e dalla capacità di raccontare, nel calice, una storia unica e irripetibile.

Articoli correlati