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Torna "Campanili Aperti", un pomeriggio sul Carso: domenica aperte le torri di San Pelagio e Aurisina

Luca Marsi·

Campanili aperti 2023 fa tappa sul Carso. Per l’undicesima edizione della manifestazione, domenica 7 maggio, apriranno le porte ai visitatori i campanili di San Pelagio e di Aurisina. Una scelta, quella dell’associazione Campanari del Goriziano, che privilegia come da tradizione luoghi inediti e di particolare suggestione.

Le due località, che distano tra di loro una manciata di chilometri, offrono l’opportunità di visitare entrambi i campanili, che saranno aperti dalle 15 alle 19.

“Ci sarà anche una visita guidata in programma alle 15 a San Pelagio e alle ore 17 ad Aurisina. Sia ad Aurisina che a San Pelagio sarà possibile salire sulle torri accompagnati dai nostri scampanotadôrs e conoscere più da vicino l’antica arte dello scampanio manuale”, racconta il presidente del sodalizio, Andrea Nicolausig.

L’antico e particolare campanile di San Pelagio, che si erge sulla parte destra della facciata della chiesa, testimonia la vetustà di questo edificio sacro, menzionato per la prima volta come cappellania il 21.05.1629 e i cui Battesimi sono registrati sin dal 1651, divenuto successivamente vicariato nel 1863 e sede parrocchiale il 21.11.1935. Dalla torre il panorama si estende su tutto il Golfo triestino.

Il caratteristico borgo di Aurisina, invece, conserva una splendida torre con scale in pietra e ottima accessibilità che fanno accedere ad una spaziosa cella campanaria con un colpo d’occhio particolarmente suggestivo su tutto l’abitato e il Carso. La chiesa, menzionata come filiale già nel 1604, risulta dipendere dalla chiesa di San Pelagio; infatti, i registri battesimali iniziano appena nel 1740. Con la crescita della popolazione Aurisina diverrà Cappellania nel 1810, Vicariato nel 1863, Curazia il 14.06.1898 e Parrocchia il 23.08.1935.

“L’iniziativa, che lo scorso anno aveva coinvolto le chiese di San Giorgio e San Lorenzo a Brazzano con un ampio riscontro di visitatori – prosegue il presidente – cresce di anno in anno grazie a tante persone che colgono l’occasione per una visita a uno di quei tanti luoghi sulla porta di casa, in cui magari si è passati frettolosamente, ma non ci si è mai fermati a contemplare. La proposta di quest’anno apre una pagina nuova anche per l’associazione, che grazie alla disponibilità delle parrocchie amministrate da don Carlo Bolcina, organizza per la prima volta una manifestazione anche nel decanato di Duino. Ci si augura di continuare anche sul Carso la bella tradizione del suono manuale delle campane”, conclude Nicolausig.

 

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