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Cultura

Italo Svevo a Pordenonelegge con Jorjoliani, Silvestre e Marzo Magno

redazione·
Italo Svevo a Pordenonelegge con Jorjoliani, Silvestre e Marzo Magno

La casa editrice Italo Svevo di Trieste sarà presente a Pordenonelegge con due autori: Ruska Jorjoliani ("Ardesia") e Francesca Silvestre ("Storie bumbare"). La Italo Svevo ha pubblicato inoltre il racconto storico inedito "Quando Marano era l’ombelico del mondo" dello scrittore Alessandro Marzo Magno, vincitore della 7^ edizione del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia, che sarà presentato sabato 19 settembre

La casa editrice Italo Svevo di Trieste sarà presente anche quest'anno a Pordenonelegge, manifestazione giunta alla esima edizione, in programma dal settembre prossimi a Pordenone, con due propri autori, Ruska Jorjoliani e Francesca Silvestre che presenteranno al pubblico le loro ultime produzioni letterarie - Ruska Jorjoliani ("Ardesia"), Francesca Silvestre ("Storie bumbare"). La Italo Svevo è inoltre l'editore del racconto storico inedito "Quando Marano era l’ombelico del mondo" dello scrittore Alessandro Marzo Magno, vincitore della 7^ edizione del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia. "Il racconto dei luoghi e del tempo", istituito dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia con Fondazione Pordenonelegge.it.

ll riconoscimento sarà conferito sabato 19 settembre alle ore 15.30 nell’Auditorium della Regione a Pordenone. Nell’occasione, l'autore presenterà il libro, composto quale vincitore del Premio, in uscita proprio nei giorni del festival per le edizioni Italo Svevo.

Queste le date, le sedi, gli orari e il programma degli autori della Italo Svevo presenti a Pordenone:

Giovedì 17 settembre, ore 17.00 – Spazio Gabelli, Scuole Gabelli, Viale Trieste, 16

"Ardesia"

Con Ruska Jorjoliani. Presenta Eugenio Giannetta

Tornare nel paese d’infanzia è trovare la terra dei ricordi. Si scava. Ma che cosa si scava? Dov’è il fondo? La protagonista del libro torna a Mestia, in Georgia, e assiste alla riesumazione del bisnonno, sepolto in un punto indefinito del terreno di famiglia dopo una vita avventurosa. Mentre l'escavatore smuove zolle, ossa e lastre di ardesia, per la narratrice inizia un viaggio interiore tra digressioni e rivelazioni, dove la memoria si ricompone insieme ai resti del passato.

Il libro

"Ardesia" di Ruska Jorjoliani

Collana Incursioni

Tornare nel paese in cui si è cresciuti comporta quasi sempre uno scavo nei ricordi. A maggior ragione se, una volta arrivati, capita di assistere alla traslazione dei resti di un proprio antenato. È quello che accade alla protagonista di Ardesia, che racconta il suo ritorno a Mestia, in Georgia, dove suo malgrado partecipa alla riesumazione del bisnonno, il quale, al termine di una vita avventurosa, fu sepolto in un punto non ben identificato del terreno di famiglia. Per la narratrice inizia così un nuovo viaggio, tra digressioni e rivelazioni, che si compie mentre l’escavatore rovescia zolle, smuove lastre di ardesia e ossa, insieme a frammenti di memoria.

Con lo sguardo di chi vive tra due mondi, Ruska Jorjoliani descrive la terra di origine, con le sue tradizioni e i suoi paradossi: una terra che sembra cercare un equilibrio tra le turbolenze del cambiamento e il peso di un passato che riaffiora senza preavviso.

L'autrice

Ruska Jorjoliani è nata a Mestia (Georgia) nel 1985 e dal 2007 vive a Palermo. Nel 2015 ha esordito con il romanzo La tua presenza è come una città (Corrimano), scritto in italiano, tradotto in tedesco e vincitore di numerosi premi. Nel 2020 è uscito il suo secondo romanzo, Tre vivi, tre morti (Voland). Ha inoltre tradotto Nodar Dumbadze, Nana Ekvtimishvili e Iva Pezuashvili dal georgiano e Daur Nachkebia dal russo.

Venerdì 18 settembre, ore 12.00 – Auditorium Palazzo del Fumetto, Parco Galvan, Viale Dante, 33

"Voci e memorie dal confine orientale"

Con Paolo Marsich e Francesca Silvestre. Presenta Francesco De Filippo

A Dignano d'Istria, dall'8 settembre 1943, si intrecciano le voci di un'intera comunità. Storie bumbare di Francesca Silvestre è un romanzo corale che usa il dialetto per esplorare la memoria di una terra di confine: mentre Le nostre case di Paolo Marsich narra la vita di Enzo a Zara negli anni Trenta. Un romanzo toccante che attraversa il fascismo, i bombardamenti e il dramma dell'esilio dei profughi dalmati costretti a ricominciare da zero.

In collaborazione con ANVGD Comitato di Pordenone.

Il libro

"Storie bumbare" di Francesca Silvestre

Collana Incursioni

Dopo l’8 settembre 1943, a Dignano d’Istria si gioisce come se la guerra fosse davvero finita. Ma in pochi intuiscono cosa accadrà di lì a breve in quella terra contesa fra le colline e il mare. Lo immagina Giovanni Bulessi, che insieme alla moglie Maria gestisce l’emporio del paese; lo capiranno presto sua figlia Luze e il marito Milan, costretti a separarsi subito dopo il matrimonio per poi ricongiungersi dall’altra parte dell’Adriatico; la levatrice Vincenza e sua figlia Valdina, innamorata di Mate che fa su e giù dalle colline di terra rossa dove sono stanziati i partigiani titini; don Mario quando ripenserà alle parole del vescovo nel giorno in cui viene assegnato a quella piccola parrocchia dell’entroterra: «Vi mando come pecore in mezzo ai lupi». Lo capirà infine Emilia, nipote di Luze e Milan, quando dopo anni farà ritorno nei luoghi dei nonni materni.

Lasciandosi guidare da quel dialetto bumbaro che è soprattutto lingua del ricordo, Francesca Silvestre si ispira ai racconti familiari per scrivere un romanzo sulla memoria collettiva di un paese lacerato dai grandi fatti della Storia, che da sempre irrompono nella quotidianità delle vite minime lasciando dietro di sé ferite, silenzi e nuove vittime a cui dare un nome.

L'autrice

Francesca Silvestre è nata a Cittadella nel 1971 e vive a Padova. Storie bumbare è il suo romanzo d’esordio.

Sabato 19 settembre, ore 15.30 - Auditorium della Regione, Via Roma, 2

Quando Marano è diventato l'ombelico del mondo - Premio Friuli Venezia Giulia "Il racconto dei luoghi e del tempo" 7^ edizione

Conferimento del Premio allo scrittore Alessandro Marzo Magno e presentazione del racconto storico inedito "Quando Marano era l’ombelico del mondo" (Italo Svevo, 2026)

Con Alessandro Marzo Magno. Presenta Gian Mario Villalta

E chi si immagina Marano Lagunare come ombelico (per quanto provvisorio) del mondo? Eppure c’è stato un frangente storico che ha visto la cittadina della laguna friulana al centro di una controversia che ha riguardato non solo Venezia e il mondo asburgico, ma anche la Francia e, in parte, la Chiesa. Alessandro Marzo Magno narra con brio e precisa ironia quel momento, confrontandolo con i secoli successivi e con il recente passato.

In collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia e Premio letterario Friuli Venezia Giulia “Il racconto dei luoghi e del tempo”

Il libro

"Quando Marano era l’ombelico del mondo" di Alessandro Marzo Magno

Collana I Germogli

E chi s’immaginerebbe Marano Lagunare come ombelico (per quanto provvisorio) del mondo? Eppure, nel biennio 1542-1543, la cittadina della laguna friulana si è ritrovata al centro di una controversia che ha riguardato non solo Venezia e l’Impero asburgico, ma anche la Francia e il Patriarcato, ovvero la Chiesa. Un breve periodo nel quale Marano diventa una specie di Danzica dell’Adriatico: una piazza di vitale importanza contesa tra le più importanti potenze europee. Intorno a questo episodio, fulcro della narrazione, scorrono il passato remoto e quello prossimo di Marano, ancora visibili nell’attualità geografica, nella forma urbanistica e nelle vestigia storiche. Alessandro Marzo Magno narra con brio e precisa ironia quel momento, muovendosi con eleganza attraverso i tempi e la topografia della laguna.

L'autore

Alessandro Marzo Magno è nato a Venezia nel 1962 e vive a Milano, dividendosi tra la Pedemontana e la laguna veneta. Giornalista, dopo essere stato per diversi anni responsabile degli esteri del settimanale "Diario", collabora con "Il Gazzettino". Ha scritto oltre una ventina di libri di divulgazione storica, tra cui Storia di Venezia in dieci battaglie navali (2025) e L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano (2026), entrambi pubblicati da Laterza.

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