"Vaccarelle di mare" nel Golfo. Il consigliere Dell’Agata: "Massima vigilanza, la legge c'è ma serve responsabilità"

Il Golfo di Trieste è in questi giorni teatro di uno spettacolo straordinario e delicatissimo: numerosi esemplari di vaccarella di mare (Aetomylaeus bovinus), una splendida e rara specie di aquila di mare, sono stati avvistati vicino agli impianti di mitilicoltura lungo le nostre coste. Un evento che accende un campanello d'allarme per chi conosce a fondo il mare. A sollevare la questione è il consigliere comunale Giampiero Dell’Agata, esperto del nostro golfo e delle dinamiche migratorie dei pesci: la vaccarella è infatti una specie criticamente a rischio estinzione nel Mediterraneo, e la sua forte presenza qui rende le nostre acque un rifugio cruciale da proteggere.
Il confronto con l'esperto Saul Ciriaco
Dal confronto sul fenomeno tra Dell’Agata e l'amico Saul Ciriaco, stimato ricercatore dell'Area Marina Protetta di Miramare, il quadro è chiaro: per legge la specie è già rigidamente protetta dalle convenzioni internazionali. La pesca, lo sbarco e la vendita sono severamente vietati, e in caso di cattura accidentale c'è l'obbligo di rilascio immediato. Tuttavia, la teoria si scontra con la pratica. La forte concentrazione di esemplari in questo periodo estivo aumenta il rischio di catture accidentali (bycatch) nelle reti. "Il timore concreto — spiega Dell’Agata — è che la distrazione, la scarsa conoscenza della specie o il fatto che qualcuno si faccia prendere la mano possano tradursi in danni irreparabili per la biodiversità del Golfo."
L'appello alla marineria
Da qui l'appello per una vigilanza serrata da parte delle autorità e per una forte collaborazione dei pescatori, sia professionali che sportivi. Non serve un blocco delle attività, ma un "patto di tutela": controlli rigidi sul divieto di sbarco e informazione capillare per garantire che ogni esemplare rimasto impigliato venga liberato subito e senza danni. Mentre le istituzioni scientifiche monitorano la situazione, tocca a chi frequenta il mare fare la propria parte. Il Golfo di Trieste ha l'occasione straordinaria di dimostrarsi un modello di sostenibilità: non possiamo sprecarla.
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