Un’Altra Città: «Porto Vecchio? Bisogna recuperare tutto il fronte mare, dalla Lanterna a Miramare»
Alle 12 di oggi si è tenuta, in Piazza Amedeo Duca degli Abruzzi, la conferenza stampa organizzata da Un’Altra Città in merito al futuro di Porto Vecchio. L’architetto William Starc, uno dei relatori della conferenza, ha rilasciato importanti dichiarazioni ai nostri microfoni: «Abbiamo ritenuto importante dare pubblicità al fatto che abbiamo chiesto una riapertura dei termini per le osservazioni, perché c’è il Piano Romano per la Mobilità Sostenibile, c’è la Valutazione Strategica su Porto Vecchio e c’è l’ipotesi di variante su Porto Vecchio. Ritenevamo giusto dare comunicazione alla popolazione, visto che a luglio-agosto la gente non è presente e non ha potuto vedere sufficientemente gli strumenti. Chiediamo all’amministrazione un dibattito da cui la città potrà trarre profitto: più c’è partecipazione e coinvolgimento, maggiore è la credibilità delle proposte. Alcune associazioni hanno già mandato le debite osservazioni al comune. Noi entro il mese presenteremo un documento con delle proposte alternative sul piano della variante al centro storico, ritenendo che su questo la città deve essere necessariamente coinvolta. Non è una semplice trasformazione di alcuni edifici: si gioca il futuro della città, la demografia, il futuro socio-economico e lo sviluppo economico, e su questo deve essere protagonista tutta la città. Le idee di Un’Altra Città sono che l’operazione Porto Vecchio non può chiudersi all’interno dei suoi confini: l’area è talmente vasta e importante che avere in coincidenza il piano della mobilità urbana sostenibile ed altri piani significa mettere in discussione le scelte fondamentali del Piano Regolatore di Trieste. Qui c’è un problema di recupero non del fronte mare del Porto, ma di tutto il fronte mare, dalla Lanterna a Miramare. Bisogna mettere in relazione queste aree per consentire un’organicità nelle relazioni, non lo ‘spezzatino’ di un edificio alla volta che, senza un quadro di riferimento, rischia di rimanere nel vuoto e aprire la porta per chi vuole speculare».
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