Trieste, tensione per un parcheggio vicino alle Rive: «Mi ha detto che mi avrebbe tagliato le gomme»

Una serata trascorsa a cercare un parcheggio sulle Rive di Trieste si sarebbe trasformata in una discussione accesissima tra automobilisti, fino ad arrivare, secondo quanto raccontato da una triestina a Trieste Cafe, a una vera e propria minaccia: «Se non ti muovi ti taglio le gomme».
È la singolare e amara segnalazione arrivata in redazione da una cittadina, che ha voluto raccontare quanto accaduto qualche sera fa nella zona delle Rive, in una serata caratterizzata anche dalla presenza di una nave da crociera e, secondo il suo racconto, da una conseguente maggiore difficoltà nel trovare uno stallo libero.
Quasi mezz’ora alla ricerca di un parcheggio
La serata era iniziata con il più classico dei giri alla ricerca di un posto.
«C'è una nave da crociera e quindi gli stalli dei parcheggi sono ridotti», racconta la triestina, spiegando di aver percorso più volte la zona tra via Cadorna, Lazzaretto Vecchio e via Diaz, sperando che qualche automobile liberasse uno spazio.
Nulla da fare.
La ricerca sarebbe proseguita per quasi mezz’ora, tanto da farle prendere in considerazione anche l'ipotesi di lasciare l'auto nella zona del Pedocin, soluzione però ritenuta troppo distante.
A quel punto la cittadina si sarebbe ricordata di un parcheggio vicino a un noto locale e supermercato della zona.
Anche qui inizialmente nessuna fortuna. Poi, proprio quando stava pensando di arrendersi, un'automobile avrebbe iniziato a lasciare uno stallo.
«Magicamente un'auto sta uscendo da uno stallo. Attendo l'uscita e mi sistemo», racconta.
Il primo posto era troppo stretto
Il parcheggio trovato, però, non sarebbe stato particolarmente comodo. Dal lato del conducente, infatti, si trovava un furgone e lo spazio risultava piuttosto stretto.
Pochi istanti dopo, proprio davanti alla sua automobile, un secondo veicolo avrebbe iniziato ad allontanarsi.
Per la triestina sembrava la soluzione perfetta.
«Aspetto e mi ci sistemo io soddisfatta, è senz'altro più largo», riferisce.
È proprio in quel momento, però, che sarebbe iniziata la disputa.
«Quel parcheggio è per mio marito»
Una donna si sarebbe avvicinata spiegando che quello stallo era destinato al marito, che a sua volta stava attendendo di potervi parcheggiare.
La segnalante sostiene di non essersi accorta dell'altra automobile.
«Mica l'avevo visto, del resto era buio», racconta.
Da lì sarebbe nato il confronto su chi avesse effettivamente la precedenza.
La triestina ammette senza problemi che il proprio comportamento potrebbe non essere stato impeccabile: «Lo so, forse sono stata maleducata». Ma sottolinea anche la frustrazione accumulata dopo avere trascorso quasi mezz'ora girando alla ricerca di uno spazio.
La discussione sarebbe quindi rapidamente salita di tono.
L'invito a tornare nel parcheggio precedente
La donna sarebbe stata invitata a tornare nello stallo dal quale si era appena spostata.
Lei avrebbe rifiutato, spiegando che quello spazio era troppo stretto.
A quel punto sarebbe scesa dall'automobile e la discussione sarebbe proseguita. Poco dopo avrebbe comunque deciso di fare marcia indietro per liberare il parcheggio contestato.
Ma ormai anche lo stallo precedente aveva trovato un nuovo pretendente.
«Dietro si è già messa prontamente un'altra auto, ovvio», racconta.
La situazione, dunque, si sarebbe trasformata in un piccolo ingorgo di aspiranti parcheggiatori, con nervosismo crescente.
Poi la frase che cambia completamente il tono della discussione
È a questo punto che, secondo il racconto della triestina, il marito dell'altra donna avrebbe pronunciato la frase più grave.
«Mi dice, anzi mi minaccia, che se non mi muovo subito di là mi taglia le gomme. Sì, mi taglia proprio le gomme».
Una frase che avrebbe lasciato la donna incredula e profondamente scossa.
«Accidenti, ci tiene fino a quel punto al parcheggio?», commenta nella sua segnalazione.
Il confronto verbale sarebbe quindi proseguito ancora per qualche istante, con toni decisamente accesi da entrambe le parti.
La stessa segnalante riconosce di avere reagito con rabbia e di aver pronunciato parole delle quali, a mente fredda, avrebbe potuto fare a meno.
Alla fine avrebbe deciso di rinunciare allo stallo e di allontanarsi.
Due secondi dopo, un altro posto libero
La conclusione della vicenda ha quasi il sapore di una beffa.
Dopo aver lasciato libero il parcheggio al centro della disputa, la triestina racconta di avere trovato, praticamente immediatamente, un altro stallo disponibile.
«Dopo due secondi per fortuna trovo subito un parcheggio libero. Il cielo è venuto in mio soccorso perché sono proprio scossa».
Un epilogo fortunato che, tuttavia, non avrebbe cancellato l'amarezza per quanto appena accaduto.
«In passato mi hanno già soffiato parcheggi, ma non ho mai minacciato nessuno»
La cittadina ricorda che episodi di competizione per un posto auto le erano già capitati in passato.
Automobilisti che si infilano rapidamente in uno stallo mentre qualcun altro sta completando una manovra, incomprensioni e qualche inevitabile nervosismo.
Mai, però, sostiene, si sarebbe arrivati a una minaccia di quel genere.
«Mi è già successo più volte che mi abbiano fregato posteggi sotto il naso, quelli che si infilano in velocità mentre tu stai facendo manovra per girarti, ma non ho di sicuro minacciato di tagliare le gomme».
Ed è proprio questo l'aspetto che più l'avrebbe colpita.
La segnalante non sa naturalmente se quella minaccia sarebbe mai stata concretamente messa in pratica, ma sottolinea come già il solo atteggiamento l'abbia lasciata profondamente turbata.
La «guerra dei parcheggi» sulle Rive
Al di là delle responsabilità nella contesa per quello specifico stallo, il racconto riporta ancora una volta al centro un problema molto sentito dagli automobilisti: la difficoltà di trovare parcheggio nelle zone più frequentate della città, soprattutto nelle serate in cui la presenza di grandi eventi o delle navi da crociera modifica gli equilibri della sosta.
«Le guerre dei poveri, per un parcheggio», sintetizza amaramente la triestina.
Una frase che fotografa bene il senso della sua segnalazione.
Non tanto stabilire chi avesse ragione nel contendersi quello spazio, quanto interrogarsi su come una situazione quotidiana e apparentemente banale possa trasformarsi in pochi secondi in uno scontro verbale fatto di rabbia, prepotenza e, secondo quanto denunciato, perfino minacce.
«Che tristezza. In generale siamo assai, ma assai mal ridotti», conclude.
Una guerra del parcheggio durata pochi minuti, nata per pochi metri quadrati di asfalto, ma sufficiente a rovinare una serata e a lasciare dietro di sé parecchia amarezza.
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