Editrice Qubi su McDonald's sulle Rive: «Un po' perplessa, ma cose devono andare avanti» (VIDEO)

L'arrivo di McDonald's sulle Rive di Trieste divide opinioni e sensibilità, soprattutto quando il confronto tocca il rapporto tra identità cittadina, turismo, gastronomia e trasformazione del centro urbano. Sul tema è intervenuta anche Fabiana Romanutti, scrittrice ed editrice, ospite del talk condotto da Luca Marsi alla Sagra de la Sardela.
Una posizione prudente, lontana sia dalla bocciatura preventiva sia dall'entusiasmo incondizionato. Romanutti ha infatti ammesso una certa perplessità, sottolineando però allo stesso tempo la necessità per una città di evolversi e non rimanere cristallizzata nel passato.
«Sono per le cose nuove, però in questo caso sospendo il giudizio»
La domanda è arrivata nel corso del confronto dedicato alla cucina triestina e al ruolo che la gastronomia assume nell'esperienza turistica.
Alla richiesta di commentare l'arrivo del nuovo McDonald's sulle Rive, Romanutti ha risposto con cautela.
«Io sono per le cose nuove, però in questo caso sospendo un attimo il giudizio», ha spiegato.
Una risposta accompagnata anche da una battuta: «Mi appello al quinto emendamento».
Dietro il tono leggero, però, c'è una preoccupazione concreta legata alla zona interessata.
La preoccupazione per l'afflusso sulle Rive
Romanutti ha ricordato di abitare proprio sulle Rive e ha ammesso di guardare con una certa apprensione alla possibile crescita della presenza di persone legata al nuovo locale.
«Io abito sulle Rive, temo molto così un po' l'afflusso», ha osservato.
La questione, quindi, non riguarda soltanto la tipologia di ristorazione proposta, ma anche l'impatto che una struttura di grandi dimensioni potrebbe avere sulla quotidianità dell'area.
«Le cose devono andare avanti»
Romanutti non si è però schierata contro il progetto in maniera pregiudiziale.
Anzi, poco dopo ha espresso un concetto particolarmente netto: «Le cose devono andare avanti».
Secondo l'editrice, una città non può infatti limitarsi a difendere ciò che esiste senza confrontarsi con il cambiamento.
«Non possiamo restare legati al passato sperando che vengano mantenute le strutture base, altrimenti poi Trieste scompare», ha affermato.
Una riflessione che supera il singolo caso McDonald's e diventa un ragionamento più ampio sul futuro della città.
Tradizione gastronomica e trasformazione urbana
Il tema assume un significato particolare perché affrontato proprio durante un talk dedicato anche alla cultura alimentare locale.
Romanutti aveva poco prima raccontato il successo di We love Sardoni, libro dedicato a uno degli elementi più riconoscibili della gastronomia triestina, sottolineando quanto il cibo possa raccontare la storia e l'identità di un territorio.
Da una parte, dunque, la necessità di preservare e valorizzare le peculiarità gastronomiche locali. Dall'altra, una città che inevitabilmente cambia e accoglie formule commerciali internazionali.
È proprio in questo equilibrio che si colloca la posizione espressa dall'editrice.
Una Trieste che deve trovare il proprio equilibrio
Il confronto alla Sagra de la Sardela ha messo così sul tavolo uno dei temi destinati a continuare a far discutere: quanto può cambiare Trieste senza perdere la propria identità?
Per Romanutti la risposta non sembra essere quella di chiudere la porta alle novità.
Il giudizio sul nuovo McDonald's resta sospeso, così come dichiarato dalla stessa editrice, ma il principio espresso durante la diretta è chiaro: una città deve riuscire a custodire il proprio passato senza trasformarlo in un ostacolo al futuro.
DI SEGUITO IL VIDEO
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