Trieste, Porto Vecchio verso la gara. Bertoli: «È il futuro vero e proprio della città» (VIDEO)

La gara per la rigenerazione del Porto Vecchio rappresenta una delle partite decisive degli ultimi mesi del mandato dell’amministrazione comunale di Trieste. A indicarla come una priorità assoluta è l’assessore comunale alle politiche finanziarie Everest Bertoli, intervenuto al Pedocin nella trasmissione Un capo in B, condotta da Elisabetta Batic.
Bertoli ha parlato dello sblocco dell’iter ambientale a livello regionale e dell’obiettivo di procedere verso la gara che dovrà individuare il soggetto chiamato a realizzare il grande progetto di trasformazione dell’area.
«È il futuro vero e proprio di Trieste»
Per l’assessore non si tratta semplicemente di una delle opere previste dall’amministrazione, ma di un passaggio destinato a incidere sul futuro della città.
Tra le priorità dei prossimi mesi Bertoli ha indicato «quella di bandire la gara del Porto Vecchio, che riguarda il futuro, ed è il futuro vero e proprio di Trieste».
L’obiettivo, ha spiegato, è continuare ad aprire e trasformare quella che per lunghissimo tempo è stata percepita come una parte separata dal tessuto urbano.
«La città proibita, pezzo dopo pezzo, la stiamo ristrutturando e si apre definitivamente al resto della città», ha affermato.
L’iter verso il bando
Durante l’intervista Bertoli ha spiegato che la procedura avrebbe superato un passaggio importante sul fronte ambientale regionale.
«È la gara per la rigenerazione urbana dell’intero Porto Vecchio. Una procedura che finalmente si è sbloccata a livello regionale ambientale», ha spiegato.
Sulle tempistiche l’assessore ha scelto prudenza, ricordando l’incidenza delle procedure burocratiche, ma ha indicato settembre come mese importante per il completamento di uno dei passaggi propedeutici.
«Adesso cerchiamo entro il mese di settembre di chiudere la conferenza dei servizi e questo ci darebbe la possibilità di validare la gara e di bandirla».
Un Porto Vecchio vivo giorno e notte
Bertoli ha quindi descritto l’idea complessiva sulla quale si fonda la trasformazione dell’area: creare un quartiere capace di essere frequentato da generazioni e pubblici differenti durante l’intero arco della giornata.
«Il luogo diventerà il cuore pulsante trigenerazionale», ha affermato.
L’obiettivo dichiarato è particolarmente ambizioso: «Farlo vivere quotidianamente, sette giorni su sette, 24 ore su 24».
Nella visione illustrata dall’assessore dovranno convivere sport, lavoro, servizi, residenza, attività per bambini e famiglie, spazi per gli anziani e opportunità di divertimento per i giovani.
«Dai giovani che possono andare a fare sport o camminare, dagli adulti che lavorano, dai bambini che frequentano gli asili, ma anche poi dai ragazzi che la sera si divertono, dagli anziani che possono passeggiare, da chi ci vivrà anche dentro il Porto Vecchio, da chi ci lavorerà».
Attività economiche, scienza, parcheggi, spiaggia e Spa
La trasformazione immaginata non si limiterà agli spazi pubblici. Bertoli ha ricordato la presenza prevista di attività economiche e commerciali, con l’obiettivo di creare un’offerta complementare rispetto a quella già esistente a Trieste e innalzare il livello qualitativo complessivo.
Un processo che, secondo l’assessore, potrà incidere anche sul turismo cittadino.
Nel Porto Vecchio sono inoltre previste sedi legate al mondo scientifico e universitario, oltre a tre impianti di parcheggio.
Tra gli elementi più suggestivi citati da Bertoli ci sono una spiaggia di 5mila metri quadrati e una Spa della stessa superficie.
«Un’offerta nuova, completamente nuova», l’ha definita l’assessore.
La sfida non sarà soltanto trasformare il Porto Vecchio
Per Bertoli la rigenerazione dell’area aprirà però una seconda partita ancora più ampia. Il tema, una volta completata la trasformazione, sarà capire se Trieste riuscirà a trasferire quel modello di innovazione anche nelle altre zone della città.
La vera sfida, ha spiegato, sarà «come saremo noi capaci poi di trasformare le altre aree della città seguendo quell’esempio».
Il Porto Vecchio, dunque, nella visione dell’amministrazione non dovrebbe rappresentare un intervento isolato, ma diventare un possibile modello per la Trieste dei prossimi decenni.
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