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Cronaca

Trieste, il maltempo allaga il riparo dei migranti: da Linea d’Ombra un appello alla solidarietà

Luca Marsi·
Trieste, il maltempo allaga il riparo dei migranti: da Linea d’Ombra un appello alla solidarietà

Il maltempo che ha colpito Trieste nelle ultime ore non ha risparmiato chi vive già in condizioni di estrema fragilità. A lanciare un appello accorato è Lorena Fornasir, responsabile di Linea d’Ombra, che attraverso i social ha raccontato la situazione dei rifugiati presenti in città.

«Come l’anno scorso, l’unico riparo per i rifugiati abbandonati in strada è stato allagato dalla forte pioggia», scrive Fornasir.

Parole semplici, ma pesanti. Perché dietro quelle coperte bagnate ci sono persone che non hanno una casa, un letto asciutto, un luogo sicuro dove trascorrere la notte.

«Non ci sarà alcun aiuto se non il vostro»

L’appello è diretto alla città.

«Non ci sarà alcun aiuto se non il vostro. Abbiamo bisogno di coperte poiché quelle attuali sono tutte bagnate».

Fornasir indica anche dove portarle: in piazza Libertà dopo le 19, oppure, in caso di pioggia, lungo il marciapiede di viale Miramare vicino ai taxi.

È una richiesta concreta, immediata, che nasce da una necessità elementare: restituire almeno un po’ di calore a chi, dopo ore di pioggia, non ha più nemmeno una coperta asciutta.

Una città chiamata alla solidarietà

In momenti come questo le differenze di provenienza, lingua o storia personale diventano improvvisamente piccole davanti a un bisogno così umano.

Una coperta non risolve tutto. Non cambia una vita da sola. Ma può cambiare una notte.

Può significare non tremare dal freddo, non restare completamente esposti, sentire che qualcuno si è accorto di te.

Ed è proprio qui che la solidarietà smette di essere una parola astratta e diventa un gesto concreto.

Prima di tutto persone

Dietro la parola “migranti” ci sono donne e uomini, storie, paure, speranze, famiglie lontane. Persone che, come chiunque altro, possono avere freddo, paura, bisogno di aiuto.

Non servono grandi discorsi per ricordarlo.

In una giornata segnata dal maltempo, mentre la città fa i conti con allagamenti e disagi, c’è chi affronta quelle stesse condizioni senza un tetto sopra la testa.

E allora una coperta, un gesto, una presenza possono diventare molto più di quello che sembrano.

«Grazie per la vostra solidarietà»

L’appello di Lorena Fornasir si chiude con un ringraziamento: «Grazie per la vostra solidarietà».

Una frase che racchiude il senso di tutta la richiesta.

Perché aiutare chi è in difficoltà non significa togliere qualcosa a qualcun altro. Significa semplicemente riconoscersi, per un momento, nella stessa fragilità umana.

Siamo persone prima di essere categorie. E davanti al freddo, alla pioggia e alla paura, siamo tutti uguali.

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