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Cronaca

Società di ristorazione e Mercedes sequestrate a imprenditore condannato per droga

Luca Marsi·
Società di ristorazione e Mercedes sequestrate a imprenditore condannato per droga

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Trieste hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca emesso dal Tribunale di Trieste – Sezione Misure di Prevenzione, che ha riguardato una società operante nel settore della ristorazione nella provincia di Gorizia e un’autovettura Mercedes Classe R320.

Il decreto è stato disposto nei confronti di un imprenditore di origine campana, residente da tempo in Friuli Venezia Giulia, già condannato nel 2021 dal Tribunale di Trieste per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla produzione e al traffico di cocaina.

Secondo quanto ricostruito, il soggetto risultava inoltre gravato da numerosi precedenti penali, tra cui minaccia, truffa, appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta, elementi che hanno contribuito a delinearne la pericolosità sociale ai sensi della normativa antimafia.

Le indagini svolte dal Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste hanno consentito di approfondire la struttura societaria dell’azienda confiscata. Gli investigatori hanno dapprima accertato che la società, pur risultando formalmente intestata a un’altra persona, era di fatto riconducibile all’imprenditore condannato. Il rappresentante legale individuato è stato definito una “testa di legno”, figura priva di reale autonomia gestionale.

Successivamente, gli approfondimenti economico-finanziari hanno evidenziato che lo sviluppo dell’attività imprenditoriale sarebbe stato sostenuto attraverso risorse finanziarie di provenienza illecita, riconducibili a proventi derivanti dal traffico di sostanze stupefacenti. La quota minima probatoriamente ricostruita ammonterebbe ad almeno 200.000 euro.

A seguito dell’intervento dell’Autorità Giudiziaria, l’azienda risulta ora sottratta a ogni influenza criminale. L’attività prosegue regolarmente sotto la direzione di un amministratore giudiziale nominato dal Tribunale di Trieste, con particolare attenzione alla tutela dei livelli occupazionali e alla continuità lavorativa del personale dipendente.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità economico-finanziaria e mira a impedire fenomeni di illecita concorrenza, che alterano il mercato a danno degli operatori che agiscono nel rispetto delle regole. L’utilizzo di capitali derivanti da attività criminali consente infatti di sostenere iniziative imprenditoriali falsando le dinamiche economiche e competitive del territorio.

L’azione della Guardia di Finanza e della Magistratura triestina conferma così la centralità delle misure di prevenzione patrimoniali nel contrasto alle infiltrazioni criminali nell’economia legale.

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