Sicurezza a Trieste, Rebek: «Avere personale preparato che può solo chiamare non basta» (VIDEO)

Avere personale preparato già presente sul territorio ma con possibilità di intervento estremamente limitate rischia di trasformarsi in uno spreco di risorse. È la posizione espressa da Stefano Rebek durante la puntata di Trieste Cafe dedicata al binomio tra sicurezza e movida, condotta da Luca Marsi.
«Vai a sprecare energie e risorse»
Secondo l'opinionista, la presenza di operatori della sicurezza privata può avere senso soltanto se accompagnata dalla possibilità di agire concretamente nei momenti che precedono l'arrivo delle forze dell'ordine.
«Avere delle persone preparate in giro che possono fare ancora meno è un peccato. Vai secondo me a sprecare delle energie e delle risorse pagandole», ha sottolineato.
Rebek ha sintetizzato con una provocazione il limite del sistema attuale: «Gli dici: “Sì, però butta un occhio, guarda e poi chiamami e magari arrivo”».
La proposta: una figura intermedia
Secondo Rebek servirebbe pensare a personale che possa svolgere una funzione più vicina a quella delle forze dell'ordine, pur restando distinta dalla polizia.
«Avrebbe almeno senso avere delle forze preparate già sul territorio che siano una pre-polizia», ha affermato.
L'obiettivo sarebbe permettere a chi si trova già sul posto di affrontare la fase iniziale dell'emergenza, mantenendo comunque alle forze pubbliche le competenze previste dalla legge.
«Che non siano un “ti telefono più veloce”, ma che sia: intervengo mentre tu arrivi».
La provocazione sulle finestre
Rebek ha poi utilizzato un'immagine volutamente paradossale.
«Non prendiamole neanche. Chiediamo alle signore anziane di aprire la finestra, di guardare dagli scuri e, se vedono qualcosa, di telefonare».
Una provocazione che punta a evidenziare quella che, secondo l'opinionista, è la contraddizione tra il costo della presenza sul territorio e la limitata capacità operativa attribuita a chi viene impiegato.
Sicurezza e intervento immediato
Il tema diventa particolarmente sensibile nelle aree della movida, dove le situazioni possono evolvere rapidamente e dove anche pochi minuti possono fare la differenza.
Per Rebek, dunque, non basta aumentare la presenza visibile: occorre chiarire quali strumenti e competenze possano essere attribuiti alle figure che già oggi operano quotidianamente accanto ai cittadini.
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