Shock a Trieste, impazzito rompe tutto e usa la figlia di 17 mesi come scudo contro la polizia locale
Nel pomeriggio del 13 gennaio scorso, personale del Nucleo Contrasto Violenza e del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale intervenivano negli uffici dei Servizi sociali comunali in ausilio alle assistenti sociali per la gestione di una difficilissima situazione familiare. Il padre, destinatario di un provvedimento di allontanamento dal nucleo familiare per pregressi e ripetuti atti di violenza domestica, si opponeva alla notifica del provvedimento inveendo contro l'assistente sociale.
La situazione dopo un po' degenerava: l'uomo colpiva violentemente alcune paratie e suppellettili sul tavolo del'ufficio rovesciandole a terra (tra queste la pesante parete divisoria anticovid in metallo e plexiglas).
Alle urla dell'assistente gli operatori della Polizia Locale, rimasti defilati in accordo con l'assistente stessa, intervenivano e proprio in quel momento l'uomo strappava con violenza dalla madre, la figlia di 17 mesi e, facendosi scudo con il corpo della bambina, intimava al personale presente di non avvicinarsi.
Disinteressandosi completamente della bimba che aveva iniziato a piangere a dirotto, pretendeva che gli venisse portato anche il figlio più grande con il quale era sua intenzione poi dileguarsi; per rafforzare la sua posizione stringeva pericolosamente con una mano il fragile corpicino della piccola e con l'altra il collo della stessa.
Gli agenti facevano allontanare il personale dei servizi sociali e la moglie dell'uomo, che a sua volta piangeva disperatamente, e tentavano una breve mediazione cercando di garantire innanzitutto l'incolumità della bimba ed evitare che il gesto estremo dell'uomo potesse sfociare in tragedia.
I tentativi di convincerlo a lasciare la bambina e intavolare un dialogo però non davano esito alcuno; anzi, il soggetto assumeva un atteggiamento ancora più aggressivo scuotendo e stringendo eccessivamente la bimba che diventava paonazza e smetteva di piangere per la temporanea impossibilità a respirare.
Gli agenti con gesto fulmineo riuscivano prima a fargli allentare la presa riuscendo a mettere in salvo la bambina; quindi lo imobilizzavano, bloccando anche un ulteriore tentativo di riprendersi la figlia e di colpire gli agenti. Portato immediatamente presso la caserma San Sebastiano per gli atti di rito, l'uomo (le sue iniziali A.A.Q.A.) veniva arrestato e tradotto al Carcere del Coroneo. La bambina veniva trasportata con una ambulanza presso l’ospedale infantile Burlo Garofolo dove, fortunatamente, veniva accertato che non aveva riportato serie conseguenze per lo sciagurato gesto del padre.
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