Rigenerazione delle cellule dell'occhio: scoperte spie di allarme dalla SISSA
Muoversi nella penombra è difficile ma non impossibile. Ad aiutarci in questa impresa sono i bastoncelli, un tipo di cellule sensibili alla luce (fotorecettori) presenti nella retina dei vertebrati, capaci di rivelare luci bassissime che permettono di muoversi anche in una cantina o caverna poco illuminate. Sono meraviglie biologiche in grado di rivelare anche un singolo quanto di luce, ma necessitano di una manutenzione continua. Sono loro i protagonisti del nuovo studio pubblicato su PNAS da un team di ricercatori della Sissa - Scuola internazionale superiore di studi avanzati e dell?Istituto officina dei materiali del consiglio Nazionale delle ricerche (Cnr-Iom) che svela nuovi e fondamentali dettagli di come funziona la retina e in particolare i fotorecettori. Questi sono costituiti da due segmenti: il segmento esterno (SE) ed il segmento interno (SI). Il SE dei bastoncelli è quello dove ha sede la macchina biologica in grado di captare la luce, mentre il SI è responsabile dell?informazione da trasferire al cervello.
A permettere la comprensione di tali meccanismi è stato il calcio, uno ione molto presente nei processi biologici, la cui concentrazione nel SE è un ottimo indicatore della funzionalità ed integrità della fototrasduzione, il processo con cui i fotorecettori traducono l?assorbimento della luce in segnali nervosi.
"Con nuove sonde ottiche abbiamo misurato la concentrazione e la distribuzione del calcio nel SE. Usando strumenti di microscopia ottica avanzata, abbiamo potuto studiare la distribuzione di questo metallo con una risoluzione e accuratezza senza precedenti", spiega Dan Cojoc del Cnr-Iom. "Ciò che è emerso dalle analisi è che c'è una maggiore concentrazione di calcio alla base del segmento esterno rispetto alla punta, cosa che aiuta a capire la struttura del bastoncello dimostrando la sua non omogeneità, come si pensava fino adesso. Un secondo risultato non meno importante è la scoperta di lampi spontanei del calcio ovvero di rapidi aumenti del calcio. Questi lampi non sono distribuiti in modo uniforme ma localizzati nelle punte dei SE, che dimostra l'esistenza di un gradiente funzionale lungo il SE, una proprietà fondamentale per la transduzione in fotorecettori di tutti i vertebrati", conclude Cojoc.
Articoli correlati
CronacaTrieste, incendio nella zona dell’Obelisco a Opicina: fiamme e una colonna di fumo nero
Il rogo ha interessato l’area nel corso del pomeriggio, richiamando l’attenzione di chi si trovava a transitare nella zona. Incendio nella zona dell’Obelisco L’episodio si è verificato in prossimità dell’Obelisco, lungo una delle zone di co
CronacaMaltempo a Trieste: mareggiate e onde sul lungomare di Barcola
Il fronte d'instabilità atmosferica che sta interessando la regione si fa sentire con forza lungo il litorale triestino. A Barcola, le intense raffiche di vento meridionale e le condizioni di mare agitato stanno provocando vistose mareggiat
CronacaTrieste Airport. Aeroitalia rafforza l'offerta per l'inverno e il periodo natalizio
Trieste Airport comunica con soddisfazione il consolidamento della collaborazione con Aeroitalia, che per la stagione invernale 2026/27 rafforza la propria presenza sullo scalo regionale con un incremento delle frequenze sul collegamento co
CronacaAllagamenti al Molo IV: appello urgente per la sicurezza degli studenti dello "Stuparich"
Riceviamo da un lettore e pubblichiamo quanto segue. Premesso che: A distanza di due anni dall'attivazione del comprensorio scolastico provvisorio "Stuparich" presso il Molo IV, si riscontra in maniera sistematica un grave ristagno d'acqua

