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Cronaca

Puzzer replica a "La gente come noi": "Deluso, comunicato fa male. Ho sempre fatto del bene" (VIDEO)

Luca Marsi·

Non si è fatta attendere la risposta del noto portuale triestino Stefano Puzzer, a seguito del comunicato-shock lanciato d ai responsabili del gruppo “La Gente come noi”, collettivo che lo stesso Puzzer aveva fondato.

Nel comunicato si fa cenno, tra le righe, anche ad una possibile clamorosa scissione.

La risposta è arrivata tramite una diretta sui suoi oltremodo seguiti profili social, mentre era in auto: “Non mi sono incazzato, non mi arrabbio mai. Certe cose fanno male perché lo strumento che abbiamo creato lo abbiamo fatto per fare bene. Il gruppo “La Gente come noi”, quello con la scritta nella sfera nera, è nato subito dopo le giornate del porto grazie ad una ragazza che si è impegnata per creare una rete del territorio di tutta Italia. E’ nato per creare network, rete e presenti su tutti i social. Come in tutti i gruppi ci sono diverse visioni, ma si riusciva ad arrivare a qualche decisione (persi Piemonte, Puglia, Lazio per questioni di diatribe interne). Col tempo il gruppo ha persone per strada per visioni diverse e prese di posizione non similari. Non abbiamo mai preso i meriti come lavoratori portuali, ma abbiamo condiviso le scelte con i lavori degli altri comprensori industriali triestini.

Abbiamo poi deciso di metterci ulteriormente la faccia e creare un comitato per mettere  adisposizione aiuti tangibili alla popolazione. In realtà nel gruppo ne ho parlato, ne abbiamo discusso tutti assieme. L’unico modo per concretizzare il comitato era iniziare a darsi da fare subito. Non era possibili dividerlo per tutte le persone, per questioni economiche e burocratiche. Appena lo statuto è uscito l’ho personalmente presentato al nazionale de “La gente come noi”, composta da 6/7 persone.

Non essendo tutti d’accordo con il mantenimento dello stesso nome, abbiamo chiamato il gruppo “La gente come noi non molla mai” per non dare fastidio a nessuno. Ho inoltre dato comunicazione che il comitato, essendo una cosa di tutti, poteva dotarsi di un direttivo e di una dirigenza. L’invito è stato declinato dai diretti interessati. Da qui a passare per quelli che hanno tentato di fregare qualcuno o di farci gli affari propri ce ne vuole.

Fatto il comitato, abbiamo contattato i lavoratori della Pittway di Trieste, ancora sospesi e ci hanno detto che erano 5 ancora sospesi, poi Wartsila, due sospesi. Abbiamo sentito poi sanitari e i lavoratori portuali sospesi dando loro i buoni spesa, poi anche la lavoratrice sospesa della Flex e lei ha rifiutato i buoni. Sono deluso dal comunicato, creare polemiche sul comitato, sul nome, simbolo, tirare fuori una polemica in questo momento e insinuare insicurezza sulle persone è sbagliatissima

Sbagliatissima non fa a me, ma chi sta ricevendo questi aiuti. Io non ho nulla da nascondere cose sono sempre stare trasparenti. Vi daremo conto sempre di tutto quello che entra e di quello che esce. Quando esce un comunicato del genere è normale doversi mettere la faccia e darne conto. Se questo è stato un attacco personale nei miei confronti, il tempo ci darà la ragione, cos’ come il bene che stiamo facendo ai lavoratori sospesi. Non abbiamo energia da poter sporcare, già dobbiamo sconfiggere questo governo e queste leggi indegne. Se qualcuno aveva da dirmi qualcosa, poteva chiamarci e ci saremmo visti di personale per discuterne e chiarire invece di  fare comunicati del genere. Questo è un contenitore che serve per aiutare le persone. Noi andremo avanti per la nostra strada  trasparenti e volenterosi di fare del bene. Continueremo lo stesso nel nostro cammino, nel voler fare del bene”.

 

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