Porto Vivo, Gianfranco Carbone critica la decisione sulla VIA: "Così restano questioni ancora aperte"

La decisione di non assoggettare a Valutazione di impatto ambientale (VIA) il progetto relativo alle aree demaniali del Porto Vecchio di Trieste continua ad alimentare il dibattito politico. A intervenire è Gianfranco Carbone, che in una riflessione pubblica esprime perplessità sulle conseguenze che questa scelta potrebbe avere nelle successive fasi dell'operazione di riqualificazione.
Secondo Carbone, la decisione assunta rappresenterebbe una valutazione di carattere tecnico e autonomo, ma allo stesso tempo evidenzierebbe una netta separazione tra l'intervento previsto sulle aree demaniali e quello riguardante le aree di proprietà comunale.
"Intervento suddiviso in due parti"
Nel suo intervento Carbone osserva che la procedura avrebbe preso in esame esclusivamente i circa 20 ettari di aree demaniali, senza considerare unitariamente l'intero progetto di riqualificazione, che interessa complessivamente circa 64 ettari.
A suo giudizio, proprio questa suddivisione avrebbe escluso l'obbligatorietà della procedura di Valutazione di impatto ambientale, portando di fatto a considerare autonomi due interventi che riguardano la stessa area di trasformazione urbana.
Le preoccupazioni sulla fase successiva
Pur riconoscendo che la decisione sia stata assunta nell'ambito delle competenze tecniche previste dalla normativa, Carbone ritiene che l'assenza della VIA possa lasciare aperte alcune questioni che dovranno essere affrontate successivamente, durante la progettazione e la futura gara pubblica.
Secondo l'ex amministratore, alcuni aspetti tecnici e progettuali non approfonditi in questa fase potrebbero tradursi in elementi di incertezza sia sotto il profilo economico sia per quanto riguarda tempi e modalità di realizzazione degli interventi.
Il timore di una minore concorrenza
Tra gli aspetti evidenziati vi è anche quello relativo alla futura procedura di gara.
Carbone sostiene che la presenza di questioni ancora da definire potrebbe rappresentare un elemento di incertezza per eventuali operatori interessati a partecipare, con il rischio di limitare la concorrenza tra più proposte progettuali.
Nel suo intervento precisa comunque di non attribuire tale eventuale conseguenza alle intenzioni dei funzionari e degli esperti che hanno espresso il parere tecnico sulla non necessità della VIA, dei quali riconosce l'autonomia e la terzietà rispetto agli interessi coinvolti.
Il dibattito resta aperto
Le considerazioni di Carbone si inseriscono nel confronto che continua ad accompagnare il progetto di riqualificazione del Porto Vecchio, uno degli interventi urbanistici più rilevanti per il futuro di Trieste.
Il tema della procedura ambientale e delle modalità con cui proseguirà l'iter amministrativo resta al centro dell'attenzione, in attesa dei prossimi passaggi legati alla progettazione e alla pubblicazione della gara.
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