Pellet contraffatto, maxi sequestro a Trieste: la Guardia di Finanza blocca oltre 24 tonnellate

I finanzieri del Comando Provinciale di Trieste hanno sequestrato oltre 24,5 tonnellate di pellet contraffatto, bloccando una spedizione partita dall’Est europeo e destinata al mercato italiano. L’operazione, condotta dalla Compagnia di Muggia, rientra nelle attività di controllo ai valichi di confine per arginare l’importazione e la commercializzazione di prodotti non conformi.
Un marchio di qualità falsificato
Durante gli accertamenti, è emerso l’uso indebito del marchio di certificazione ENplus, un marchio internazionale registrato che garantisce elevati standard qualitativi nella filiera del pellet. Il marchio è molto richiesto non solo per la capacità calorifera del prodotto, ma anche per il rispetto delle normative ambientali in alcune aree del Paese.
Una truffa ai danni dei consumatori
Le confezioni di pellet sequestrate riportavano un codice identificativo di un’azienda italiana illecitamente apposto, e nessuno degli operatori coinvolti nell’importazione risultava autorizzato a utilizzare il marchio ENplus®. Inoltre, il layout grafico delle confezioni appariva difforme rispetto agli standard richiesti per la certificazione.
Denunce e misure a tutela del mercato
Alla luce delle irregolarità riscontrate, la Guardia di Finanza ha denunciato i responsabili all’Autorità Giudiziaria triestina per tentativo di immettere in commercio prodotti industriali che avrebbero potuto ingannare i consumatori sulla qualità e l’origine del pellet.
L’impegno della Guardia di Finanza
Questa operazione conferma l’attenzione delle Fiamme Gialle nel contrasto alla contraffazione e alla diffusione di prodotti non conformi, tutelando i consumatori e garantendo un mercato equo per gli operatori onesti. La lotta alla commercializzazione di beni falsificati non è solo una questione economica, ma anche di sicurezza per l’ambiente e per chi utilizza questi prodotti nelle proprie abitazioni.
🔍 Presunzione di innocenza
In base al Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n.188, si sottolinea che le persone sottoposte a indagine sono presunte innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.
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