Miramare, il ritorno alla bellezza: 1° maggio 1955, settant’anni fa Trieste ritrovò il suo parco perduto

Il Parco di Miramare compie 70 anni dalla sua inaugurazione ufficiale: era il 1° maggio 1955 quando, dopo una lunga chiusura dovuta agli eventi bellici e postbellici, i cancelli del parco vennero finalmente riaperti al pubblico. Una data che segnò il ritorno alla normalità per la cittadinanza triestina, all’indomani di uno dei decenni più turbolenti del Novecento.
Il Parco di Miramare affonda le sue radici nell’Ottocento imperiale. La sua ideazione risale al 1855, quando l’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo-Lorena (1832–1867), fratello dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, avviò i lavori per la costruzione di una residenza nobiliare affacciata sul Golfo di Trieste, destinata a sé e alla moglie Carlotta del Belgio. Il progetto fu affidato all’architetto Carl Junker, mentre l’allestimento botanico venne curato dal giardiniere boemo Anton Jelinek, che seguì Massimiliano anche nei suoi viaggi in Brasile e in Messico.
La costruzione del castello (1856–1860) e la sistemazione del parco (proseguita fino al 1870 circa) si ispirarono ai modelli romantici dei giardini inglesi, alternando aree boschive, radure aperte, viali sinuosi e terrazze panoramiche. Vennero importate specie vegetali rare da tre continenti: sequoie dalla California, ginkgo dalla Cina, camelie dal Giappone, magnolie dagli Stati Uniti, oltre a cedri del Libano e palme sudamericane. La visione di Massimiliano era quella di un “giardino del mondo” in dialogo con la natura e il mare, simbolo di apertura e modernità.
Dopo l’esecuzione di Massimiliano in Messico nel 1867, il castello passò prima alla vedova Carlotta, e successivamente rientrò nei possedimenti della Casa d’Asburgo. Alla fine della Prima guerra mondiale, con il Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1919, Trieste e il suo territorio furono annessi al Regno d’Italia. Il complesso di Miramare fu dichiarato bene demaniale e affidato al Ministero della Real Casa.
Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre 1943, l’area fu occupata dai nazisti e annessa alla “Operationszone Adriatisches Küstenland”, la Zona d’operazioni del Litorale Adriatico. A guerra finita, dal 1° maggio 1945 e per oltre nove anni, Trieste fu amministrata dalle forze angloamericane nell’ambito del Territorio Libero di Trieste, istituito ufficialmente con il Trattato di pace del 10 febbraio 1947. Miramare divenne sede del comando della 88ª Divisione di fanteria statunitense, e il parco fu militarizzato e chiuso alla popolazione.
Con il Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954, l’amministrazione civile del Territorio Libero fu divisa tra Italia e Jugoslavia. Il 26 ottobre 1954, le truppe italiane rientrarono a Trieste: fu l’inizio della cosiddetta “normalizzazione”, che riportò alla Repubblica Italiana la piena sovranità sulla Zona A. Nel giro di pochi mesi, anche Miramare tornò al suo ruolo originario: il parco venne ripulito e sistemato, e il 1° maggio 1955 fu inaugurato nuovamente come parco pubblico.
In quell’occasione, migliaia di triestini si riversarono tra i viali e le terrazze panoramiche, in un clima di festa popolare che segnò anche simbolicamente la chiusura definitiva del dopoguerra.
Oggi, a settant’anni da quella riapertura, il Parco di Miramare resta uno dei luoghi più identitari per Trieste. Dal 1996 fa parte della Riserva Naturale Marina di Miramare, gestita dal WWF, e ospita regolarmente attività culturali, mostre, eventi naturalistici e progetti educativi. Il Castello stesso è un museo statale dal 1955, con oltre 200.000 visitatori l’anno.
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