«La mia vita è devastata». Seba all'attacco a Pomeriggio Cinque dopo l’accusa di omicidio

«Sto vivendo un dramma da tre anni e mezzo». Così Sebastiano Visintin, compagno di Liliana Resinovich, ha commentato in diretta televisiva l’avviso di conclusione indagini notificatogli dalla Procura di Trieste, che lo accusa formalmente dell’omicidio volontario della donna. La sua intervista è andata in onda nel corso della puntata di oggi, lunedì 27 maggio 2025, del programma Pomeriggio Cinque, condotto su Canale 5 da Myrta Merlino.
Tre coltelli e una perquisizione in Toscana
Il servizio in diretta è partito da sotto l’abitazione triestina di Visintin, dove l’inviata ha ricostruito gli sviluppi investigativi delle ultime settimane. Al centro dell’attenzione tre coltelli sequestrati, che – secondo quanto riferito – sarebbero stati consegnati da un amico toscano di Visintin, il quale li avrebbe ricevuti da lui circa due anni dopo la scomparsa di Liliana. La stessa persona ha poi deciso di portarli agli inquirenti nelle scorse settimane, a seguito degli ultimi sviluppi mediatici e giudiziari.
Oltre a questi, è stata confermata l’acquisizione di centinaia di altri coltelli avvenuta ad aprile nell’appartamento di Visintin, a Trieste. Gli inquirenti cercheranno ora di comparare le lame con i tagli riscontrati sul cordino che avvolgeva il collo della donna, ritrovata nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni all'interno di due sacchi neri.
Le parole di Sebastiano: «Io non c’entro nulla»
Visintin ha ribadito la propria innocenza, dichiarandosi devastato dalle accuse. Ai microfoni di Mediaset ha detto:
«La notizia della procura è stata devastante. Io sto vivendo un dramma da tre anni e mezzo, che non auguro a nessuno. Ma io non ho nulla a che fare con la morte di Liliana. Assolutamente».
Alla domanda sull’accumulo di coltelli trovati in casa sua e ora anche in Toscana, Visintin ha replicato:
«Me lo domando anch’io, ma non ho risposte. Cerchiamo tutti la verità. Ora parleranno gli avvocati».
Il compagno di Liliana si è detto disponibile ad affrontare un eventuale processo, aggiungendo:
«Se ci sarà un processo, io sono qua. Sono a disposizione».
Ha inoltre sottolineato di non sentirsi accerchiato, né di temere per il futuro:
«Io vivo la giornata. Non penso a ieri, non penso a domani».
La linea della Procura
La Procura di Trieste ha chiuso l’indagine indicando Visintin come unico indagato per omicidio. Al momento, l’accusa si fonda su indizi raccolti nel corso degli ultimi mesi, tra cui testimonianze, analisi forensi e la già citata comparazione con il cordino, ancora in fase di verifica.
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