La mamma accusata replica: «Mio figlio non è uno spacciatore, la mia casa è pulita»
Si sono presentati in sette, gli agenti dei Carabinieri che questa mattina, a seguito della segnalazione di una cittadina, ripresa poi dal Vicesindaco Polidori, hanno cercato di stanare lo spacciatore di via delle Docce.
Tutto è iniziato con dei biglietti, appesi ai portoni della via, di una madre preoccupata per il proprio figlio tornato a casa in evidente stato di alterazione da sostanze e che ha indicato un secondo ragazzo come colui che avrebbe procurato la droga, specificando il cognome della madre e l’indirizzo.
«Mi ha avvertita una vicina di casa» ha dichiarato la madre del ragazzo accusato di spaccio, «mi ha inoltrato una foto del foglio che era stato appeso in zona». Il controllo da parte dei Carabinieri della Stazione di Guardiella su mandato della Procura dei Minori non ha evidenziato illeciti. «La mia casa è pulita, io li ho fatti entrare tranquillamente» ha affermato decisa la donna, «mio figlio non ha droghe in casa, mio figlio non spaccia. Il mio cognome è stato stampato su tutti i portoni, questa è diffamazione».
«La signora ha detto una falsità» ha tuonato ancora la donna, che assicura il proprio figlio non viva nell’illegalità e che nulla sia stato conservato in casa, nemmeno nella cantina nominata nell’avviso. La madre ha cercato di mettersi in contatto con la donna per chiarire la questione, ma senza successo. «Perché diffamare un ragazzino di quasi 17 anni?» ha continuato, ora la famiglia pensa di procedere per vie legali.
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