sabato 26 settembre 2026
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Cronaca

In Senato si discute sull''extraterritorialità doganale del Porto di Trieste

Luca Marsi·
Riconoscere in modo chiaro, pieno e
definitivo il regime di extradoganalità dei punti franchi del
Porto di Trieste, straordinario strumento di promozione
industriale non ancora pienamente sfruttato e utilizzato,
sollecitando il Governo ad agire presso l'Unione Europea.
 
È questa la richiesta che il presidente del Consiglio regionale,
Piero Mauro Zanin, ha portato oggi all'attenzione del Senato nel
corso della sua audizione di fronte ai componenti della XIV
Commissione.
 
Facendosi portavoce dell'intera Assemblea Fvg - che nell'ottobre
scorso approvò all'unanimità una mozione presentata da Claudio
Giacomelli (FdI) e controfirmata trasversalmente dalle altre
forze politiche - Zanin ha ripercorso la storia di questa
specialità che trae origine dal Trattato di pace del 1947 tra
Italia e potenze alleate e non è mai stata messa in dubbio dalla
successiva legislazione statale.
 
Anche a livello di giurisdizione europea, ha aggiunto il
presidente dell'Aula, l'extraterritorialità doganale sarebbe del
tutto legittima in virtù di un articolo del Trattato sul
funzionamento dell'Ue che non pregiudica diritti e obblighi
derivanti da convenzioni anteriori al 1958.
 
Il problema però è che "il porto di Trieste è stato inserito
erroneamente nella lista delle zone franche comunitarie, mentre
dovrebbe essere considerato fuori dal territorio doganale
europeo", ha sottolineato ancora Zanin. Ed è su questo
presupposto che il senatore Tommaso Nannicini (Pd) aveva proposto
di portare la questione all'esame della Commissione di Palazzo
Madama che si occupa di politiche europee, presieduta dal dem
Dario Stefano. Al dibattito ha partecipato anche la senatrice
Tatjana Rojc (Pd).
 
"L'extradoganalità dei punti franchi - ha spiegato ancora il
presidente durante la sua audizione a Roma - renderebbe il Porto
di Trieste più attrattivo e competitivo. E tutti i portatori di
interesse, dall'Autorità di sistema portuale all'Agenzia Dogane,
dalla Confederazione degli spedizionieri alla Confetra, hanno già
evidenziato al Consiglio regionale l'importanza strategica della
piena attuazione giuridica di questo regime". Autorità di Sistema
e Confetra hanno ribadito le loro posizioni anche nel corso
dell'audizione odierna.
 
In pratica, come spiegato anche dal senatore Nannicini in
Commissione, nella zona franca non si applicano i dazi cui sono
assoggettate le merci di origine extra Ue in base alla tariffa
doganale comune. Senza peraltro pregiudicare l'origine "europea"
o "made in Italy" dei prodotti ottenuti dalla lavorazione, né
creare problemi di "dumping salariale" dal momento che, spiega
ancora Zanin, "continuerebbero ad essere applicate le norme
nazionali".
 
Attualmente però solo i comuni di Livigno e Campione d'Italia e
le acque nazionali del lago di Lugano sono escluse dal territorio
doganale dell'Ue. E dunque, ha ribadito il presidente del
Consiglio regionale, "il Governo italiano dovrebbe notificare
alla Commissione Europea l'esclusione dei punti franchi del Porto
di Trieste dal territorio doganale dell'Unione, attivando la
specifica procedura per il loro inserimento tra i territori che
non fanno parte di quello spazio doganale".

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