Il marchio "Io Sono FVG" diventa un passaporto per il credito: accordo tra Agrifood e Finreco

Svolta per il credito e la transizione ecologica delle imprese agroalimentari regionali. Grazie a una convenzione siglata oggi tra Agrifood FVG e Finreco, il celebre marchio collettivo "Io Sono Friuli Venezia Giulia" diventa a tutti gli effetti un innovativo "passaporto per il credito", istituendo una corsia preferenziale e agevolata per l'accesso ai finanziamenti bancari.
Il meccanismo, inedito a livello nazionale, si basa sulla misurazione oggettiva della sostenibilità aziendale. Quando un'impresa della filiera si impegna a ridurre il proprio impatto ambientale (tramite energie rinnovabili o investimenti in economia circolare) o a migliorare il benessere dei dipendenti, i suoi dati vengono elaborati da una piattaforma informatica. Un algoritmo scientifico, sviluppato in collaborazione con l’Università di Udine e gestito da Agrifood FVG, calcola l'impatto di queste azioni virtuose sulla solidità aziendale, traducendolo in una vera e propria "pagella di sostenibilità" digitale.
Presentando questa pagella, le imprese potranno attivare lo speciale prodotto "Garanzia ESG_ISFVG" di Finreco. La finanziaria farà da garante nei confronti degli istituti di credito, coprendo dal 50% all'80% del prestito richiesto, fino a un tetto massimo di un milione di euro. L'accordo prevede inoltre forti agevolazioni economiche: i possessori del marchio beneficeranno di commissioni ridotte, azzeramento delle spese di istruttoria e tempi d'attesa dimezzati, con risposte certe entro 30 giorni.
"Stiamo dimostrando che la transizione ecologica può diventare una leva competitiva con vantaggi finanziari concreti", ha dichiarato il presidente di Agrifood FVG, Pier Giorgio Sturlese, ringraziando i vertici di Finreco per l'alleanza a supporto della redditività delle piccole aziende locali. Dal canto suo, il presidente di Finreco, Tomaso Fabris, ha sottolineato come l'impegno verso la sostenibilità rafforzi la solidità stessa delle imprese, un valore che la convenzione vuole valorizzare nel dialogo con le banche, pur mantenendo un'attenta valutazione del merito creditizio.
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