Gorizia, oltre 700 migranti irregolari rintracciati negli ultimi 4 mesi
La Polizia di Stato della provincia di Gorizia e le altre forze di polizia nei primi otto mesi del 2020 sono state impegnate nella gestione del consistente flusso migratorio della cosiddetta rotta balcanica, che sta interessando in modo rilevante anche il territorio isontino.
L’invio, da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza di ulteriori aliquote, anche dell’Esercito, a supporto del dispositivo di sicurezza preesistente, ha permesso di rendere più efficaci le attività di gestione e controllo dei migranti, rese ancora più complesse dall’attuale emergenza epidemiologica.
Dalla ripresa consistente del flusso migratorio, al termine del lockdown, gli stranieri rintracciati da tutte le forze di polizia in provincia di Gorizia, dal 15 maggio di quest’anno, sono stati oltre 700, prevalentemente nel corso dei servizi mirati sotto la regia della Polizia di Frontiera; gli irregolari riammessi nella vicina Repubblica di Slovenia, ove tali istanze potevano essere avanzate in base a quanto stabilito dal trattato bilaterale tra i due Paesi, sono stati 220, mentre i passeur arrestati sono stati 5, di svariate nazionalità: ucraina, romena, russa, afgana. Le modalità di ingresso utilizzate dai passeur, hanno registrato l’impiego di taxi, automezzi tipo station wagon o furgoni e, in un caso, anche il passaggio della frontiera a piedi.
Il flusso migratorio ha interessato di riflesso anche gli operatori del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Gradisca d’Isonzo (GO), sotto l’egida della Polizia di Stato ma con il supporto di tutte le forze dell’Ordine e dell’Esercito, che dal 16 dicembre scorso, giorno della sua apertura, hanno dovuto operare in un contesto reso ancora più difficile dall’attuale emergenza sanitaria, ponendo in essere tutti gli accorgimenti necessari alla prevenzione dei contagi da CoVid-19.
Dallo scorso dicembre sono stati accolti 399 stranieri, 156 dei quali sono stati rimpatriati, con l’impiego di speciali voli charter, nei rispettivi paesi di provenienza che ne hanno riconosciuto la cittadinanza.
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