martedì 15 settembre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
18/06 un tuffo in un mare di spettacoli (CONTINUATIVO)
Breaking
Cisint a Strasburgo ricorda Oriana Fallaci: «20 anni dopo sue parole sono tremendamente attuali» Incendi: Riccardi, sistema regionale integrato e adeguato UniTS, cresce l’interesse per le professioni sanitarie: 875 iscritti alla selezione, numero record Trieste, tre sfere e una maxi colonna: il sogno per piazza Goldoni scatena inevitabili doppi sensi Giornata mondiale della consapevolezza sul linfoma: «Nessun paziente affronti il percorso da solo» Tajani a Trieste sul caro energia: «Il Governo farà tutto il possibile per aiutare i cittadini» (VIDEO) Mar Rosso e rotte commerciali, Tajani: «Libertà di navigazione è un principio fondamentale» (VIDEO) Tajani su Serbia: «Ci sono scelte che non condividiamo, ma l’ingresso nell’Ue resta l’obiettivo» (VIDEO) Furto in un cantiere edile, i carabinieri recuperano la refurtiva Trieste, Tajani: «Non siamo in guerra con la Russia, ma deve rinunciare all’invasione dell’Ucraina» (VIDEO) Controlli confine, Tajani: «Neanche un terrorista deve passare attraverso maglie nostre frontiere» (VIDEO) Trieste, Tajani: «Ucraina deve essere difesa, ma speriamo in un accordo di pace quanto prima» (VIDEO) Tajani a Trieste traccia la strada dell’allargamento Ue: «Prima i Balcani, poi l’Ucraina» (VIDEO) Santa Maria Maggiore, Porro a Dipiazza: «Un ascensore panoramico per superare i 93 scalini» Trieste al centro dell’Europa, Tajani: «Il porto interesserà tutta l’Europa centrale e orientale» (VIDEO) Cisint a Strasburgo ricorda Oriana Fallaci: «20 anni dopo sue parole sono tremendamente attuali» Incendi: Riccardi, sistema regionale integrato e adeguato UniTS, cresce l’interesse per le professioni sanitarie: 875 iscritti alla selezione, numero record Trieste, tre sfere e una maxi colonna: il sogno per piazza Goldoni scatena inevitabili doppi sensi Giornata mondiale della consapevolezza sul linfoma: «Nessun paziente affronti il percorso da solo» Tajani a Trieste sul caro energia: «Il Governo farà tutto il possibile per aiutare i cittadini» (VIDEO) Mar Rosso e rotte commerciali, Tajani: «Libertà di navigazione è un principio fondamentale» (VIDEO) Tajani su Serbia: «Ci sono scelte che non condividiamo, ma l’ingresso nell’Ue resta l’obiettivo» (VIDEO) Furto in un cantiere edile, i carabinieri recuperano la refurtiva Trieste, Tajani: «Non siamo in guerra con la Russia, ma deve rinunciare all’invasione dell’Ucraina» (VIDEO) Controlli confine, Tajani: «Neanche un terrorista deve passare attraverso maglie nostre frontiere» (VIDEO) Trieste, Tajani: «Ucraina deve essere difesa, ma speriamo in un accordo di pace quanto prima» (VIDEO) Tajani a Trieste traccia la strada dell’allargamento Ue: «Prima i Balcani, poi l’Ucraina» (VIDEO) Santa Maria Maggiore, Porro a Dipiazza: «Un ascensore panoramico per superare i 93 scalini» Trieste al centro dell’Europa, Tajani: «Il porto interesserà tutta l’Europa centrale e orientale» (VIDEO)
Cronaca

Giornata mondiale della consapevolezza sul linfoma: «Nessun paziente affronti il percorso da solo»

Martina Lucia Marsi·
Giornata mondiale della consapevolezza sul linfoma: «Nessun paziente affronti il percorso da solo»

Conoscere la malattia senza trasformare la consapevolezza in paura, riconoscere gli straordinari progressi compiuti dalla ricerca e, soprattutto, ricordare che dietro ogni diagnosi esiste una persona con la propria storia, le proprie paure e il proprio futuro. Il 15 settembre si celebra la Giornata mondiale della consapevolezza sul linfoma (World Lymphoma Awareness Day), promossa dalla Lymphoma Coalition per aumentare la conoscenza di questo ampio ed eterogeneo gruppo di tumori del sistema linfatico.

Il tema scelto per il 2026 è “Navigating Lymphoma and CLL Together”, accompagnato da un messaggio che mette immediatamente al centro la dimensione umana della malattia: “No Patient Travels Alone”, nessun paziente deve affrontare questo viaggio da solo.

Non si parla quindi soltanto di diagnosi, farmaci e terapie. Il percorso comprende la paura iniziale, l’incertezza, il rapporto e la comunicazione con i medici, la qualità della vita durante le cure, la remissione, l'eventualità di una recidiva e, quando possibile, il ritorno alla propria quotidianità.

Il linfoma non è una sola malattia

Parlare di linfoma al singolare può essere fuorviante. Si tratta infatti di un insieme di neoplasie che hanno origine dai linfociti, cellule fondamentali del sistema immunitario. La malattia può svilupparsi nei linfonodi, ma anche interessare altri organi e tessuti.

Le due grandi categorie sono rappresentate dal linfoma di Hodgkin e dai linfomi non-Hodgkin. All’interno di queste classificazioni esistono numerosi sottotipi, differenti per origine, caratteristiche biologiche, aggressività, risposta ai trattamenti e prognosi.

Nel mondo vengono stimate oltre 735mila nuove diagnosi di linfoma ogni anno, numeri che restituiscono le dimensioni globali di queste patologie.

In Italia oltre 15mila nuove diagnosi stimate

Anche i numeri italiani mostrano quanto sia importante continuare a parlare di prevenzione della disinformazione, diagnosi, ricerca e accesso alle cure.

Secondo le stime AIRTUM riportate da AIRC, nel 2025 sono stati stimati in Italia circa 13.030 nuovi casi di linfoma non-Hodgkin, di cui 7.140 negli uomini e 5.890 nelle donne.

La sopravvivenza a cinque anni si attesta intorno al 67% negli uomini e al 70% nelle donne.

Per il linfoma di Hodgkin sono state invece stimate circa 2.150 nuove diagnosi, 1.150 negli uomini e 1.000 nelle donne. In questo caso la sopravvivenza a cinque anni raggiunge circa l’85% negli uomini e l’88% nelle donne.

Percentuali importanti, ma che non devono essere lette come previsioni individuali: ogni paziente, ogni sottotipo di malattia e ogni percorso terapeutico rappresentano una storia a sé.

La rivoluzione silenziosa della ricerca

Proprio il trattamento dei linfomi rappresenta uno dei campi nei quali l’ematologia oncologica ha registrato progressi particolarmente importanti negli ultimi decenni.

La ricerca ha progressivamente ampliato l'arsenale terapeutico. Accanto ai trattamenti tradizionali sono arrivate strategie sempre più selettive, dagli anticorpi monoclonali ai farmaci a bersaglio molecolare, passando per le immunoterapie, gli inibitori dei checkpoint immunitari e le terapie cellulari come le CAR-T, utilizzate in specifici sottotipi e in determinate situazioni cliniche.

Il cambiamento di prospettiva è profondo: dalla tendenza a utilizzare trattamenti sostanzialmente uniformi si sta andando sempre più verso una medicina personalizzata, capace di adattare le strategie alle caratteristiche della malattia e del paziente.

I sintomi da non ignorare, senza cadere nell'autodiagnosi

La Giornata mondiale è anche un'occasione per aumentare la conoscenza dei possibili segnali della malattia.

Tra quelli che meritano una valutazione medica possono rientrare linfonodi persistentemente ingrossati, febbre non spiegata, importanti sudorazioni notturne e perdita involontaria di peso, oltre ad altri possibili sintomi sistemici.

Ma proprio su questo punto è fondamentale evitare un cortocircuito sempre più frequente nell'era delle ricerche online: avere uno di questi sintomi non significa avere un linfoma.

Molte manifestazioni possono infatti essere associate a condizioni completamente differenti. La consapevolezza serve a riconoscere quando è opportuno rivolgersi a un medico, non a trasformare Internet in uno strumento di autodiagnosi.

Dietro l’85%, l’88% o il 70% ci sono vite

Le statistiche permettono alla medicina di misurare i risultati, confrontare trattamenti e comprendere l'evoluzione delle malattie. Ma una percentuale non può raccontare completamente ciò che accade nella vita di una persona quando arriva una diagnosi oncologica.

Il miglioramento della sopravvivenza rappresenta uno dei risultati più concreti raggiunti dalla ricerca. Oggi molte persone che hanno affrontato un linfoma possono tornare al lavoro, viaggiare, costruire relazioni, progettare il proprio futuro e riprendere la quotidianità.

Per alcuni tumori, tra cui il linfoma di Hodgkin, AIRC sottolinea inoltre come, per i pazienti che superano i primi anni dalla diagnosi, le prospettive di sopravvivenza possano avvicinarsi a quelle della popolazione generale.

È forse uno dei messaggi più potenti della giornata: una diagnosi oncologica resta un momento difficile e delicato, ma linfoma non significa automaticamente assenza di futuro.

Curare la malattia significa prendersi cura della persona

Il tema scelto per il 2026 allarga infatti lo sguardo oltre la terapia.

Essere curati significa certamente ricevere il trattamento più appropriato, ma significa anche poter contare su informazione corretta, assistenza, sostegno psicologico, tutela dei diritti e attenzione alla qualità della vita.

Significa inoltre riconoscere il ruolo delle famiglie e dei caregiver, che spesso attraversano insieme al paziente mesi o anni scanditi da visite, esami, terapie, attese e controlli.

“Navigating Lymphoma and CLL Together” richiama esattamente questa dimensione: orientarsi insieme in un percorso che può essere complesso, dalla diagnosi alle cure, dalla remissione alla vita dopo il tumore.

Una strada ancora aperta

I risultati raggiunti non significano che la sfida sia conclusa.

Per alcune forme di linfoma le possibilità di guarigione sono oggi molto elevate. Per altre, invece, la malattia può continuare a rappresentare un percorso lungo e complesso.

La ricerca deve quindi continuare a lavorare su più fronti: nuove terapie, maggiore efficacia dei trattamenti, riduzione degli effetti collaterali, accesso equo all'innovazione e presa in carico complessiva della persona.

La storia degli ultimi decenni dimostra però quanto rapidamente possano cambiare le prospettive quando ricerca scientifica e innovazione terapeutica avanzano.

Il messaggio del 15 settembre: conoscere senza avere paura

La Giornata mondiale della consapevolezza sul linfoma non invita ad avere paura della malattia. Invita a conoscerla.

Conoscerla abbastanza da non ignorare segnali persistenti che meritano una valutazione medica, ma anche abbastanza da non interpretare ogni sintomo come una diagnosi. Conoscerla per comprendere i progressi della medicina e, nello stesso tempo, quanto lavoro resti ancora da compiere.

Dietro ogni diagnosi esiste una storia che nessuna statistica potrà mai contenere interamente. Ci sono il paziente, la famiglia, i medici, gli infermieri, i caregiver e i ricercatori che continuano a cercare nuove risposte.

Ed è qui che il messaggio scelto per il 15 settembre 2026 acquista il suo significato più profondo: nessun paziente dovrebbe essere costretto ad affrontare questo percorso da solo.

Perché l'obiettivo della medicina non è soltanto aggiungere anni alla vita. È fare in modo che, quando possibile, dopo la malattia si possa tornare a riempire quegli anni di lavoro, affetti, progetti, viaggi e normalità.

Articoli correlati