Pubblichiamo il discorso fatto questa mattina in Foiba di Basovizza dal sindaco Dipiazza in occasione del Giorno del Ricordo
Familiari delle vittime,
A tutti voi rivolgo un sentito grazie per aver contribuito alla complessa realizzazione di questa Cerimonia in occasione del #GiornodelRicordo che, purtroppo anche quest’anno a causa della pandemia, ci ha costretto a limitare la presenza delle tantissime persone, soprattutto giovani, che sarebbero volute venire oggi a pregare su questo monumento e a rendere gli onori ai nostri martiri.
Ringrazio anche il personale del Comune per il difficile lavoro organizzativo, a volte non pienamente compreso, e per aver organizzato le dirette di questo importante momento sui canali social istituzionali e sulla televisione regionale.
Se la presenza fisica è limitata è altrettanto vero che la partecipazione, l’attenzione e la vicinanza a questa giornata aumentano di anno in anno, perchè grazie all’impegno di molti nel voler far tornare la luce su questi tragici avvenimenti; la storia, finalmente, sta ritrovando quella parte della memoria che per molti, moltissimi, troppi anni era stata volutamente dimenticata, nascosta, stravolta, misconosciuta da Stati, governi e politici.
Qui sono state scritte pagine buie e vergognose della storia del ‘900 e dell’umanità, qui ogni pietra è bagnata dal sangue delle vittime e dalle lacrime dei sopravvissuti.
Appena 18 anni fa, il 30 marzo del 2004, il Parlamento italiano ha istituito il Giorno del Ricordo, con legge proposta dall’on. Roberto Menia, dedicato ai martiri delle foibe e alle vittime dell’esodo giuliano dalmata del nostro confine orientale. Tutti questi nostri connazionali sono stati vittime dei carnefici partigiani comunisti di Tito tra il settembre del 1943 ed il febbraio del 1947 ed a guerra finita che hanno perpetrato violenze, torture, morte, gettando connazionali della Venezia Giulia e della Dalmazia in queste voragini per avere la sola colpa di essere italiani.
In quegli anni, Stati, Governi, politici comunisti con la loro inerzia sono stati complici dei carnefici e la redistribuzione dei confini e’ stata la causa principale dell’esodo di oltre 350 mila italiani. Palmiro Togliatti in una lettera scrisse “quanta più parte dell’Italia diventerà Jugoslavia, più parte dell’Italia sarà libera”. Non ricordare questi fatti vorrebbe dire tradire ancora gli esuli fiumani, istriani e dalmati che sono fuggiti per il terrore di morire nelle foibe, per il rifiuto del comunismo come ideologia totalitaria e per la paura del nazional comunismo di Tito, pronto a soffocare con la violenza ogni altra identità nazionale.
Grazie a questa nostra tenace, costante, indoma volontà di far conoscere al Mondo la verità si stanno sempre più soffocando quei meschini e vigliacchi rigurgiti negazionisti, figli di una politica che nel cercare di rimuovere il ricordo di un crimine lo commette nuovamente.
Oggi l’Italia e sempre più parte del Mondo conoscono cosa e’ stato l’olocausto delle foibe, quell’eccidio di massa compiuto dalle bestie di Tito, dove le persone con i polsi legati con il filo di ferro venivano gettate in queste voragini o finivano nei campi di concentramento, come quello di Borovnica, anticamera della morte.
Oggi, grazie a tutti voi qui presenti, agli amministratori pubblici responsabili, ai giornalisti, alle scuole, alle associazioni ai racconti dei testimoni che possono parlare senza più aver paura, a tutti coloro che si impegnano come gli autori del film “Red Land – Terra Rossa” per rimuovere ogni velo di omertà sui drammatici fatti del confine orientale, sempre più giovani, e questo e’ importantissimo, conoscono la verità su questi drammi del ‘900 e sulle tragiche storie della povera Norma Cossetto, della sanguinosa strage della spiaggia di Vergarolla, dell’omcidio di Don Bonifacio e di tanti altri sanguinosi fatti che continuano a venire alla luce.
La forza di questo inarrestabile processo di verità ci arriva anche dalla Slovenia che a coloro che, fortunatamente sempre di meno, provano a negare l’entità di questi gratuiti omicidi ha chiuso definitivamente la bocca con la Commissione governativa di stato che indaga sui crimini titini e che ha denunciato al Mondo, nell’agosto del 2020, lo scoprimento della foiba dei ragazzini con centinaia di resti di giovani vittime. La commissione ha già individuato oltre 750 fosse e riesumato migliaia di vittime passate per le armi dalle squadre di eliminazione di Tito. Il Presidente di questa Commissione afferma che si tratta al momento di almeno centomila persone tra italiani, sloveni, croati e serbi eliminati in nome di una pulizia multietnica e politica.
Da Sindaco di questa importante città di cui l’Italia e’ stata madre e matrigna, chiedo al Parlamento tutto, in questo scorcio di legislatura, di onorare i nostri martiri e restituire dignità ai nostri esuli togliendo concretamente al boia Tito l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce.
A coloro che vogliono proporre una classificazione del male, cercando la cattiveria che può essere più comoda su cui puntare il dito, mi sento di dire che, se vogliamo veramente costruire un futuro migliore, dobbiamo essere tutti consapevoli che il “male assoluto” e’ uno solo, senza distinzione di numeri o ideologie, ed e’ quello che l’essere umano compie contro l’essere umano, allora come oggi.
Su questo importante orizzonte si e’ espresso nel 2019 anche il Parlamento Europeo con un’importante Risoluzione “sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa” che ha fatto un ulteriore passo verso la verità sulla storia del ‘900, equiparando i crimini dei molti regimi comunisti a quelli del nazismo.
La risoluzione condanna anche il fatto che in alcuni Paesi siano ancora presenti simboli, monumenti, intitolazioni di strade, piazze e vie che esaltano le figure dei regimi comunisti e richiamano ad essi. A Trieste la stella rossa ha solo il colore del sangue dei bambini, giovani, donne, uomini e anziani trucidati dai comunisti titini per il fatto di essere italiani. Su queste vicende la storia oggi è illuminata dalla luce della verità e chi continua a proporre quel simbolo, si assume la responsabilità di voler creare dolore, alimentando odio e divisioni.
Avviandomi alla conclusione di questo mio intervento, il mio impegno e’ quello di poter accompagnare qui al Sacrario di Basovizza, che nei miei precedenti mandati ha ritrovato il suo doveroso onore diventando monumento nazionale, un rappresentante della Repubblica di Croazia con cui abbiamo già avviato un fruttuoso dialogo.
Il negazionismo e’ lo stadio supremo del genocidio e affinchè tutto ciò che e’ stato non venga più a ripetersi, conserviamo nel cuore una delle immagini più significative degli ultimi anni: le mani unite del nostro Presidente Mattarella e del Presidente della Slovenia Pahor che, riconoscendo e rispettando il dolore, hanno omaggiato insieme queste vittime con il capo chino e lo sguardo al futuro.
Onore ai Martiri delle foibe,
Viva l’Italia,
Viva Trieste.
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