Garlasco, i genitori di Chiara Poggi a "Quarto Grado": “Basta fango su nostra figlia, è vergognoso”

Nel corso dell’ultima puntata di Quarto Grado, il programma di Retequattro condotto da Gianluigi Nuzzi, è andato in onda un momento di grande intensità emotiva e dignità civile. I genitori di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel 2007, hanno deciso di rompere il silenzio per difendere la memoria della figlia dagli attacchi e dalle illazioni sempre più frequenti, in particolare sui social.
“Calunnie contro Chiara, basta speculazioni su chi non può difendersi”
«Il paradosso è che oggi dobbiamo difendere Chiara – ha dichiarato Giuseppe Poggi, padre della vittima – quando una persona non c'è più e non è in grado di difendersi, queste per me sono tutte calunnie. Spero vivamente che la smettano. Basta. Dico e lo ripeto: sono persone vergognose e squallide».
Parole cariche di dolore ma anche di rabbia composta, rivolte a chi, ancora oggi, diffonde insinuazioni sulla vita privata della ragazza: voci secondo cui avrebbe avuto segreti, relazioni parallele o persino due telefoni. Una ricostruzione che i genitori respingono con fermezza:
«Chiara era una ragazza pulita, non aveva segreti, non come dicono. Non aveva amanti, e non aveva due telefoni. È un male gratuito che si fa a Chiara. Ed è una cosa vergognosa, perché non può difendersi».
“Siamo stati zitti fino ad ora, ma adesso basta”
Rita Poggi, la madre, ha aggiunto con voce rotta ma determinata:
«Abbiamo sopportato tanto, abbiamo lasciato correre, ma adesso no. Non possiamo tollerare oltre. Non si può continuare a infangare la memoria di Chiara. Qualcosa senz’altro faremo. Non possiamo più restare a guardare».
Le loro parole arrivano in un momento in cui l’attenzione mediatica sul caso Garlasco si è riaccesa, tra nuove indagini e rinnovati sospetti che però, secondo la famiglia, nulla hanno a che vedere con la verità. Al contrario, per i genitori si tratta di un accanimento mediatico insostenibile contro una ragazza che non ha mai potuto raccontare la sua versione dei fatti.
Un messaggio chiaro: rispetto per le vittime
L’intervento in diretta della famiglia Poggi rappresenta un grido di dolore e di dignità. Non si tratta solo di difendere Chiara, ma anche di ricordare che dietro ogni vittima c’è una famiglia che porta avanti un lutto senza fine, aggravato da chi – senza alcuna prova – si sente legittimato a gettare fango nel nome dello “spettacolo” o della visibilità online.
La vicenda di Garlasco resta tra le più dolorose e complesse degli ultimi decenni. Ma una cosa è certa: Chiara Poggi, a detta di chi l’ha amata davvero, era una ragazza limpida. E per i suoi genitori, oggi come allora, la verità va protetta almeno quanto la memoria.
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