Femminicidio in Fvg, Cisint: "Cittadino marocchino, formalmente ai domiciliari a Monfalcone"

Una tragedia che scuote il Friuli Venezia Giulia e riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione dei reati commessi da cittadini stranieri. Dopo l’omicidio di una donna a Udine, il cui presunto autore sarebbe un cittadino marocchino agli arresti domiciliari a Monfalcone, interviene l’eurodeputata Anna Maria Cisint (Lega) con una nota dai toni decisi.
“Ancora una donna uccisa. Ancora una volta da un extracomunitario”
“Non accettava la fine del matrimonio, e così l’ha uccisa” – afferma Cisint –. “Ancora una volta, una donna ha perso la vita. Ancora una volta, per mano di un extracomunitario”. La parlamentare europea sottolinea la gravità dell’accaduto, evidenziando come la vittima non sia stata adeguatamente protetta, nonostante l’uomo fosse già sottoposto a una misura cautelare.
Cisint: “Troppe misure blande per chi ha già commesso reati gravi”
La deputata chiede una riflessione profonda sull’intero sistema di prevenzione: “È allarmante constatare quanti stranieri, pur macchiandosi di reati gravi, restino impunemente sul nostro territorio”. Per Cisint, è ora di passare dalle parole ai fatti con interventi concreti su rimpatri e misure restrittive.
Rimpatri e reati ostativi: “Non si può più tergiversare”
“È evidente – aggiunge – che serve un’azione ancora più decisa sul fronte dei reati ostativi e dei rimpatri per i criminali stranieri. Non è più il tempo delle esitazioni”. Cisint chiede un cambio di passo immediato a livello nazionale ed europeo, in particolare per quanto riguarda la permanenza sul territorio italiano di soggetti già condannati o indagati per gravi reati.
Appello alla magistratura: “Valutare con maggiore rigore”
Nel suo comunicato, l’eurodeputata punta anche l’attenzione sulle responsabilità del sistema giudiziario: “Non è la prima volta che, nel nostro territorio, soggetti già noti alle forze dell’ordine vengano sottovalutati nella loro pericolosità. Occorre un maggior rigore nell’applicazione delle misure restrittive, soprattutto in casi con precedenti gravi o atteggiamenti recidivi”.
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