mercoledì 5 agosto 2026
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Cronaca

Fatture false per oltre 10,5 milioni di euro: 15 imprenditori cinesi nei guai in Fvg

Luca Marsi·
Fatture false per oltre 10,5 milioni di euro: 15 imprenditori cinesi nei guai in Fvg

Un'evasione fiscale da oltre 10,5 milioni di euro, con un danno all’erario di oltre 5,5 milioni di IVA evasa, è quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Pordenone nell’ambito di una complessa indagine coordinata dalla Procura Europea – EPPO con sede a Venezia. A finire nei guai 15 imprenditori cinesi, tra cui i titolari di 13 aziende attive nel Friuli Occidentale, accusati di aver utilizzato un ingegnoso sistema di fatture false per operazioni inesistenti.

Il meccanismo della frode

Al centro dello schema fraudolento, riconducibile alla classica “frode carosello”, vi è una fitta rete di aziende formalmente intestate a soggetti cinesi, molte delle quali con sede in Lombardia ma, di fatto, gestite da un’unica regia occulta. Queste imprese, vere e proprie “scatole vuote”, erano prive di personale, strutture logistiche o operative e avevano lo scopo esclusivo di emettere documenti fittizi per consentire alle imprese “clienti” del Friuli di abbattere i propri utili e detrarre indebitamente l’IVA.

Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Pordenone, la merce formalmente acquistata – perlopiù abbigliamento e articoli vari – non transitava mai realmente dalle ditte fornitrici, poiché proveniva in realtà direttamente dalla Cina, utilizzando canali non tracciati.

Le imprese pordenonesi inserivano tali fatture nelle loro contabilità, simulando operazioni commerciali mai avvenute, ostacolando così ogni ricostruzione da parte degli organi di controllo.

Dalla provincia alla Cina: i soldi prendevano il volo

Le indagini hanno evidenziato come le transazioni venissero inizialmente eseguite con metodi tracciabili, ma poi il denaro veniva rapidamente dirottato all’estero, principalmente in Cina, rendendo difficile l’individuazione del reale beneficiario delle operazioni fraudolente.

Uno degli aspetti più inquietanti emersi dalle investigazioni è che le imprese coinvolte crescevano esponenzialmente nel giro di pochi mesi, raggiungendo fatturati milionari senza mai versare alcuna imposta. Alcuni titolari risultavano, fino a poco tempo prima, fattorini o camerieri, con domicili e consulenti condivisi, chiara prova di un disegno orchestrato in modo sistematico.

Le denunce e le sanzioni

I 14 titolari delle 13 aziende sono stati denunciati per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, mentre un quindicesimo soggetto, ritenuto l’ideatore della frode, è stato segnalato per emissione di fatture false.

La Guardia di Finanza ha segnalato all’Agenzia delle Entrate l’abbattimento illecito di oltre 10,4 milioni di euro della base imponibile IRES, oltre all’evasione IVA da 5,5 milioni, proponendo anche la chiusura delle partite IVA delle società fittizie coinvolte.

Il commento della Guardia di Finanza

L’operazione si inserisce nell’ambito del dispositivo di contrasto alle frodi fiscali messo in atto dal Comando Provinciale di Pordenone, volto alla tutela delle risorse dell’Unione Europea e al sostegno delle imprese oneste che operano nel rispetto delle norme.

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