domenica 30 agosto 2026
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Cronaca

Evasioni dai domiciliari per spaccio, aggressioni, rapine e danneggiamenti: raffica di arresti in cella

Luca Marsi·
Nell’ultimo periodo, personale della Squadra Mobile ha dato corso ad alcune misure coercitive della libertà personale, nei confronti di alcuni soggetti domiciliati in questa provincia.
 
Fra questi vi è un 36enne italiano, domiciliato a Udine, il quale è stato carcerato perché deve scontare la pena di anni 1, mesi 10 e giorni 20, a seguito di più condanne per truffe commesse in questa provincia.
 
E’ stata tratta in arresto una 54enne italiana, che deve scontare una condanna a 5 mesi, quale residuo pena per un furto su autovettura perpetrato l’anno scorso in un comune dell’hinterland udinese.
 
E’ stata eseguita la misura di sicurezza del collocamento per 1 anno in una casa lavoro della provincia di Modena a carico di un 25enne pakistano, dimorante a Udine. L’uomo era sottoposto alla libertà controllata a seguito di una condanna per fatti inerenti agli stupefacenti. A seguito delle plurime violazione alla misura a cui era sottoposto, l’Ufficio di Sorveglianza ha disposto l’aggravamento della misura.
 
Un 17enne di origine magrebina, dimorante nella bassa friulana, già collocato in una struttura di accoglienza per minori del veneziano in regime di misura cautelare, in quanto indagato per vari episodi di furto e rapina commessi anche a Udine, veniva ristretto presso il carcere minorile di Bologna, quale aggravamento del precedente provvedimento, per aver violato in varie occasioni le prescrizioni imposte. 
 
Altresì sono stati eseguiti 4 provvedimenti di collocamento in regime di detenzione domiciliare, nei confronti di connazionali di 25, 32, 45 e 48 anni, condannati a vario titolo per reati di furto aggravato, lesioni personali e spaccio di sostanze stupefacenti, con pene comprese fra i 3 mesi ed 1 anno e 4 mesi.
 
Nei giorni scorsi, la Polizia rumena ha dato esecuzione al Mandato di Arresto Europeo, disposto a seguito dell’ordine di carcerazione emesso in data 12 agosto 2021 dalla Procura Generale di Trieste nei confronti di un 30enne rumeno. L’uomo deve scontare una condanna a 3 anni, 6 mesi e 25 giorni di carcere, emessa a seguito di un cumulo di condanne per reati predatori avvenuti in località della bassa friulana ed a Portogruaro (Ve), fra il 2012 ed il 2014. In particolare, forzava alcuni distributori automatici presenti in esercizi commerciali, aggrediva per futili motivi un connazionale, e perpetrava un furto in abitazione. Inoltre, unitamente ad altri due connazionali, si rendeva responsabile di un furto di abbigliamento, di ingente valore, dal punto vendita di una nota catena, presente a Portogruaro. Il cittadino straniero era domiciliato in questa provincia sino al 2018, trasferendosi successivamente nella nazione di origine, senza una fissa dimora.
 
A seguito dei provvedimenti di condanna, le lunghe ed articolate indagini esperite dalla locale Squadra Mobile, con il concorso della Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, permettevano di rintracciare il condannato nella nazione di origine e più precisamente a Bucarest,  dove veniva arrestato in esito al dispositivo della Procura Generale di Trieste che aveva provveduto alle incombenze relative alla predisposizione del Mandato di Arresto Europeo. Sono in corso le procedure estradizionali.
 
Il giorno 8 marzo è stata estradata in Italia dalla Romania e successivamente ristretta presso il carcere femminile di Rebibbia a Roma una 34enne cittadina rumena, che il precedente 9 febbraio era stata tratta in arresto a Fetesti in esito al Mandato di Arresto Europeo, emesso dalla locale Procura della Repubblica nel 2022. La donna deve scontare una pena di 9 anni e 10 mesi, emessa a seguito delle condanne dei Tribunali di Udine, Modena e Bergamo per eventi predatori avvenuti in quelle province fra il 2015 ed il 2020. Alla cittadina rumena vengono addebitati molti furti compiuti in danno di persone, attraverso la cd “tecnica dell’abbraccio”. A seguito del provvedimento di condanna, le indagini esperite dalla Squadra Mobile, con il concorso della Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, permettevano di accertare che la condannata non si trovava in Italia e che nel 2022 aveva variato il suo cognome. Sempre durante la ricerca della donna, si acquisivano elementi che davano conto che era stata localizzata in Germania e Belgio.

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