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Cronaca

Da Trieste 275,6 milioni di impatto economico: BAT presenta il nuovo studio e rivendica il suo peso sul territorio

Luca Marsi·
Da Trieste 275,6 milioni di impatto economico: BAT presenta il nuovo studio e rivendica il suo peso sul territorio

BAT Trieste rilancia il peso del proprio insediamento produttivo nel capoluogo giuliano e mette sul tavolo numeri che puntano a certificare la crescita del polo industriale avviato nel gennaio 2022. A dirlo è la terza edizione dello studio realizzato dal MIB Trieste School of Management sull’impatto dell’A Better Tomorrow Innovation Hub, presentata il 25 giugno 2026, che aggiorna il quadro economico, occupazionale e territoriale generato dallo stabilimento triestino. Il dato più forte è quello complessivo: nel 2025 BAT Trieste ha attivato una produzione pari a 275,6 milioni di euro nel sistema economico nazionale, con un effetto moltiplicativo che, secondo lo studio, arriva fino a 5,5 euro per ogni euro di produzione dell’azienda.

Il documento, che amplia il raggio d’analisi rispetto alle precedenti edizioni, non si limita a misurare l’impatto diretto dell’attività industriale, ma include anche gli effetti indiretti legati alla catena di fornitura e quelli indotti, cioè collegati alla spesa delle famiglie coinvolte lungo la filiera economica attivata da BAT. Accanto alla parte numerica, lo studio introduce anche una componente qualitativa dedicata al rapporto tra azienda e territorio, con l’obiettivo di definire i contorni di quello che viene chiamato “Modello BAT”, fondato sulla collaborazione tra impresa, istituzioni, fornitori e comunità locale.

L’impatto economico: da 50 milioni diretti a 275,6 milioni complessivi

La struttura dei numeri presentati dal MIB si sviluppa su tre livelli. Il primo è quello dell’impatto diretto, che nel 2025 viene quantificato in 50 milioni di euro. Il secondo è l’impatto indiretto, cioè quello generato dalla catena di fornitura, che sale a 159 milioni di euro. Il terzo è l’impatto indotto, legato ai redditi e ai consumi delle famiglie coinvolte dal sistema economico connesso a BAT Trieste. Sommando questi tre livelli, la produzione complessiva attivata arriva a 275,6 milioni di euro. Lo studio sottolinea che, in ogni scenario considerato, emerge una capacità strutturale dell’azienda di generare valore diffuso, confermando il ruolo di BAT Trieste come attore di sviluppo economico e occupazionale per il Friuli Venezia Giulia e per il sistema economico italiano.

Il dato viene accompagnato anche da una lettura in chiave moltiplicativa: per ogni euro di produzione di BAT Trieste si attiva un effetto fino a 5,5 euro nell’economia. È uno dei passaggi chiave su cui l’azienda e lo studio insistono maggiormente, perché serve a descrivere l’insediamento non soltanto come centro produttivo, ma come motore di ricadute più ampie, distribuite su occupazione, forniture, investimenti e redditi.

Il valore che resta sul territorio: oltre il 90% tra Trieste e Friuli Venezia Giulia

Uno dei punti più rimarcati nel report riguarda la destinazione territoriale del valore aggiunto generato. Secondo lo studio, oltre il 90% del valore aggiunto prodotto da BAT Trieste resta tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia. In termini assoluti, più di 27 milioni di euro sono attribuibili direttamente alla città di Trieste, che assorbe da sola quasi il 90% del totale, mentre la parte restante si distribuisce sul resto del territorio regionale.

È un dato che l’azienda presenta come una conferma del forte radicamento locale del progetto industriale e del legame costruito con il tessuto economico triestino e regionale. La fotografia che emerge è quella di un hub che, pur inserito in una strategia internazionale, continua a generare una quota molto elevata del proprio valore all’interno del territorio in cui si è insediato.

Crescono dipendenti, fatturato, utile e patrimonio

Accanto all’impatto complessivo, il report entra nel dettaglio dei principali indicatori economici e patrimoniali di BAT Trieste nel 2025. Le risorse umane hanno raggiunto quota 355 unità, con un incremento di 99 persone rispetto al 2024. Nel comunicato il presidente di BAT Trieste, Andrea Di Paolo, sottolinea inoltre che l’azienda ha “quasi raggiunto i 400 dipendenti diretti a poco più di quattro anni dal suo insediamento”, evidenziando una crescita costante che mantiene al centro la filiera locale.

Sul piano economico, il fatturato ha sfiorato i 50 milioni di euro, segnando una crescita del 66%. Il valore aggiunto è salito a 29,8 milioni di euro, mentre l’utile d’esercizio ha raggiunto i 2,8 milioni di euro, con un incremento del 75%. Anche il patrimonio netto ha registrato un rafforzamento significativo, superando i 200 milioni di euro, pari a un +23% sul 2024. Gli investimenti complessivi sono arrivati a 230 milioni di euro, con una crescita del 36%, a conferma, si legge nel documento, della continuità del piano di sviluppo industriale e dell’impegno sul medio periodo.

Il peso del lavoro: 20 milioni alla remunerazione del personale

La ripartizione del valore aggiunto mostra con chiarezza il peso del capitale umano nel modello produttivo triestino di BAT. Vent i milioni di euro riguardano infatti la remunerazione del personale, pari al 66% del totale. Seguono poi azienda, azionisti, creditori e pubblica amministrazione, con quote descritte come sostanzialmente stabili rispetto alle precedenti rilevazioni. Anche questo elemento viene letto dallo studio come un indicatore della centralità occupazionale dell’insediamento e della sua capacità di redistribuire una parte rilevante del valore prodotto attraverso il lavoro. �

Occupazione attivata: 594 unità di lavoro equivalenti, oltre il 70% in Friuli Venezia Giulia

Il report dedica spazio anche all’occupazione attivata, non limitandosi ai dipendenti diretti dell’azienda. Sommando effetti diretti, indiretti e indotti, lo studio stima 594 unità di lavoro equivalenti attivate da BAT Trieste, con oltre il 70% degli effetti occupazionali concentrati in Friuli Venezia Giulia. La cifra tiene conto non solo delle persone impiegate direttamente nello stabilimento, ma anche di quelle coinvolte lungo la filiera e di quelle sostenute, in modo indiretto, dalla spesa generata dal sistema economico connesso a BAT.

È uno dei passaggi su cui il MIB insiste per descrivere BAT Trieste come un “motore di sviluppo” non soltanto per la città, ma per l’intero sistema territoriale regionale.

Investimenti, finanza e fisco: 241 milioni di Capex dal 2022 al 2025

Il quadro tracciato dal documento si allarga anche ai flussi finanziari e alla fiscalità. Sul fronte degli investimenti, l’analisi conferma la prosecuzione dell’attività di sviluppo grazie a flussi derivanti da finanziamenti per quasi 58 milioni di euro, di cui 35 milioni legati a nuovi aumenti di capitale. Considerando il periodo 2022-2025, i valori cumulati arrivano a 241 milioni di euro di investimenti (Capex) e 92,9 milioni di euro di spese operative (Opex), con una forte concentrazione territoriale sia sul fronte degli investimenti sia su quello dei costi operativi.

Anche sul piano fiscale emergono numeri significativi. Il gettito diretto complessivo sfiora 1,2 milioni di euro, di cui circa 800 mila euro di IRES e 300 mila euro di IRAP, oltre alla componente di addizionali IRPEF versate dai dipendenti. Secondo il report, il dato conferma la capacità dell’insediamento di produrre effetti tangibili anche sul versante della fiscalità locale e nazionale.

Il “Modello BAT”: crescita industriale e radicamento territoriale

La novità più marcata della terza edizione dello studio è però la parte qualitativa dedicata al cosiddetto “Modello BAT”. Il MIB ha infatti introdotto un confronto diretto con alcuni soggetti che, nel tempo, hanno interagito con BAT Trieste attraverso rapporti di fornitura, relazioni istituzionali o attività di sponsorship. Dalle interviste emerge, si legge nel documento, un’immagine coerente dell’azienda come partner capace di generare valore oltre la dimensione commerciale, favorendo crescita, innovazione, reputazione e attrattività del territorio.

Secondo quanto riportato, le collaborazioni attivate avrebbero prodotto assunzioni, investimenti, trasferimento di competenze e ricadute positive sul tessuto imprenditoriale locale. Le istituzioni coinvolte confermano l’esistenza di un modello fondato su cooperazione, rapidità amministrativa e coesione territoriale, ritenuto capace di rafforzare l’attrattività di Trieste e del Friuli Venezia Giulia ben oltre il perimetro immediato dell’insediamento industriale. Lo studio sintetizza così l’immagine di un’azienda che “cresce insieme al territorio” e contribuisce a modellarne le dinamiche economiche, occupazionali e sociali.

Le parole dei protagonisti: Di Paolo, Masè e Paoletti

Nel presentare i risultati, Andrea Di Paolo, presidente di BAT Trieste, ha spiegato che gli obiettivi dello studio sono molteplici: da un lato la quantificazione delle ricadute dirette e indirette sull’economia di un territorio circoscritto, inclusi gli aspetti occupazionali; dall’altro la restituzione di una sintesi del percorso di crescita di BAT Trieste dal gennaio 2022 al dicembre 2025, con particolare attenzione alla relazione con il territorio e alla fiducia riposta nell’azienda da istituzioni e comunità locale. Di Paolo ha inoltre rimarcato il traguardo dei quasi 400 dipendenti diretti raggiunto in poco più di quattro anni.

Sulla stessa linea si collocano le dichiarazioni di Simone Masè, presidente e amministratore delegato di BAT Italia, che definisce Trieste un hub strategico in cui innovazione, collaborazione istituzionale e creazione di valore per il territorio si integrano in modo coerente. Secondo Masè, i risultati dello studio MIB dimostrano che è possibile generare un impatto economico e sociale tangibile mantenendo al tempo stesso una prospettiva globale, in un equilibrio tra radicamento locale e visione internazionale che, a suo dire, guida le scelte del gruppo.

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Nel documento trova spazio anche l’intervento di Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, che definisce BAT Trieste un attore fondamentale del tessuto produttivo della Venezia Giulia e la indica come esempio di ciò che può accadere quando un territorio si dimostra pronto ad accogliere nuovi insediamenti produttivi. Paoletti richiama inoltre l’attenzione riservata da BAT Trieste al tessuto sociale, citando il sostegno a sport, associazioni, istituzioni e alla Fondazione Villa Russiz di Capriva del Friuli.

Lo stabilimento di Trieste dentro la strategia BAT

La parte finale del documento ricostruisce il quadro più ampio di BAT Italia e del ruolo assegnato a Trieste nella strategia del gruppo. L’A Better Tomorrow Innovation Hub, inaugurato nel giugno 2023, viene descritto come un centro di innovazione e sostenibilità di livello mondiale che ospita un centro di produzione per prodotti senza combustione e per quelli destinati alla terapia sostitutiva della nicotina. Nel 2024 è stato inaugurato anche il nuovo hub di logistica integrata, che ha reso Trieste il punto di partenza di tutti i prodotti commercializzati da BAT in Italia. Sempre a Trieste ha sede il Growth Hub, polo dedicato all’innovazione digitale e alla ricerca sull’intelligenza artificiale. �

Il documento ricorda inoltre che, con l’entrata a pieno regime di 16 nuove linee di produzione annunciate a settembre 2025, lo stabilimento raggiungerà una capacità complessiva raddoppiata rispetto all’obiettivo iniziale del piano industriale, che prevedeva fino a 12 linee entro il 2027. �

Il senso politico ed economico dei numeri

Al di là delle cifre, la terza edizione dello studio MIB serve a BAT Trieste per consolidare una narrazione molto precisa: quella di un investimento che non si esaurisce nel perimetro aziendale, ma che ambisce a presentarsi come leva di sviluppo per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia. Il messaggio che emerge dal report è chiaro: l’hub triestino non viene descritto soltanto come un sito produttivo in crescita, ma come un attore capace di generare occupazione, investimenti, filiera, fiscalità e relazioni territoriali.

Il numero più forte resta quello dei 275,6 milioni di euro di produzione attivata nel 2025, ma attorno a questa cifra ruotano tutti gli altri elementi su cui l’azienda costruisce la propria presenza in città: i 355 dipendenti, il fatturato vicino ai 50 milioni, il valore aggiunto di 29,8 milioni, gli oltre 230 milioni di investimenti complessivi, i 594 posti di lavoro equivalenti attivati e la rivendicazione di un valore che per oltre il 90% resta tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia. È su questa architettura di numeri e relazioni che BAT Trieste prova ora a rafforzare la propria immagine di insediamento industriale stabile, in espansione e profondamente intrecciato con il territorio giuliano.

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