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Cronaca

Cucciolo di capriolo sbranato da un cane libero nel Bosco Hudoleto: l’appello di un cittadino sui social

Luca Marsi·
Cucciolo di capriolo sbranato da un cane libero nel Bosco Hudoleto: l’appello di un cittadino sui social

Un episodio di grande impatto emotivo si è verificato nella mattinata di qualche giorno fa nel Bosco Hudoleto, in prossimità dei campi da golf di Padriciano, sull’altopiano triestino. Un giovane capriolo è stato sbranato da un cane lasciato libero, senza guinzaglio, mentre si trovava nel bosco.

A raccontare quanto accaduto è un cittadino che ha assistito all’aggressione e ha condiviso sui social foto e dettagli dell’accaduto con un appello accorato:

“Ecco perché dovete tenere i cani al guinzaglio!”

La dinamica: aggressione e tentativi di salvataggio

Il fatto è avvenuto attorno alle 9.15 del mattino di qualche giorno fa, quando un cane di colore bianco, accompagnato da un altro esemplare simile, si è avventato su un cucciolo di capriolo, provocandogli ferite gravissime. Il triestino, presente sul posto con il proprio cane, è intervenuto prontamente per soccorrere l’animale selvatico, tentando di portarlo in salvo.

“Ero a 20 minuti a piedi dal parcheggio e ho provato ad arrivare alla macchina il più velocemente possibile, ma purtroppo mi è deceduto in braccio”, scrive nel suo post.
Ringrazia inoltre la cooperativa ARCA per il pronto intervento e la disponibilità, sottolineando la difficoltà nel risalire ai proprietari del cane aggressore, poiché non è stato possibile leggere la targhetta.

Segnalazione alla Forestale e un appello alla responsabilità

L’intervento è stato segnalato anche alle autorità forestali, ma resta complesso identificare con certezza il proprietario del cane. Il post pubblicato su Facebook è diventato in breve virale, raccogliendo decine di commenti e reazioni, e rilanciando il dibattito sul rispetto delle regole nei boschi e nelle aree verdi.

“Se il cane non è un soldatino, non si lascia libero per rispetto degli altri cani, delle persone e dei selvatici”, afferma Clemente nel suo messaggio, accompagnato da immagini forti e drammatiche del cucciolo ferito.

Un problema sempre più diffuso nei boschi triestini

Non si tratta di un caso isolato. Episodi simili vengono segnalati frequentemente lungo i sentieri del Carso e nelle aree naturalistiche attorno a Trieste, dove animali selvatici – tra cui cuccioli di capriolo, volpi e ricci – sono spesso vittime di attacchi da parte di cani lasciati liberi, senza controllo da parte dei proprietari.

La normativa vigente prevede l’obbligo di tenere i cani al guinzaglio nelle aree pubbliche e naturalistiche, sia per la sicurezza degli animali selvatici che per tutelare le persone. Il mancato rispetto può comportare sanzioni e, nei casi più gravi, conseguenze penali.

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