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Cronaca

Cerimonie per il Giorno del Ricordo questa mattina a Muggia (FOTO)

Luca Marsi·
Cerimonie per il Giorno del Ricordo questa mattina a Muggia. Deposizione delle corone al Monumento in memoria dell’Esodo degli italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia, sulla strada Provinciale delle Noghere, e poi al cippo confinario di Cerei. Hanno preso a parte alla giornata, oltre ai vari rappresentanti delle associazioni, il sindaco di Muggia Paolo Polidori, con il vicesindaco Nicola Delconte e gli assessori Tullio Pantaleo e Alessandra Orlano, e per il Comune di Trieste l'assessore Nicole Matteoni. 
 
 
Il discorso del sindaco Paolo Polidori: 
La Giornata del Ricordo ha vissuto un particolare, dimenticato ma importantissimo epilogo a Muggia oggi, con la deposizione di una corona in memoria dell’Esodo degli Italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia, e a seguire, di una corona presso il cippo confinario di Cerei, ad onorare quello che rappresentò un secondo esodo di nostri connazionali laddove, nel ‘54, accingendosi a definire il Memorandum di Londra, Tito pretese un’ulteriore riduzione del confine, che andava completamente a scapito del Comune di Muggia.
Ci fu infatti un arretramento, con la perdita di Punta Grossa, di tutta la fascia di Crevatini, Colombano, Elleri, fino ad arrivare ad Albaro Vescovà, l’odierna Skofjie.
Con quest’ultimo atto di arroganza di Josip Broz, forte del suo immeritato ed indegno credito internazionale, Muggia perse un terzo del suo territorio, ed affrontò un ulteriore esodo, quello dei 3.000 cittadini che, per poter restare in Italia e sfuggire al regime totalitario di Tito, abbandonarono tutti i loro beni, e vennero accolti, in parte,  da parenti ed amici al di qua del confine, ed in parte finirono nelle baracche alle Noghere e di San Bartolomeo, ove vissero per una quindicina di anni.
La linea di demarcazione tagliò con freddo cinismo proprietà, campi e case, per soddisfare il rancore del dittatore jugoslavo per la ritirata da Trieste del 12 giugno del ‘45.
Tito pretese addirittura che la linea di confine non passasse lungo il crinale, ma di arretrarlo a tre quarti di costa, per impedire agli Italiani di “spiare” il costruendo porto di Capodistria, messo in piedi proprio con i soldi degli alleati.
Un’altra pagina vergognosa e dolorosa, quella del secondo esodo, dimenticata nella dimenticanza dall’Italia per decenni, ma che il Comune di Muggia, con la cerimonia di oggi, vuole riportare a giusta dignità, nel nome delle migliaia di Muggesani che per, talvolta pochi metri, dovettero abbandonare per sempre tutto ciò che avevano.
Muggia ricorda.

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