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Cronaca

Caso Garlasco, il consulente della famiglia Poggi a Estate in Diretta: “Nuova inchiesta basata sul nulla”

Luca Marsi·
Caso Garlasco, il consulente della famiglia Poggi a Estate in Diretta: “Nuova inchiesta basata sul nulla”

“È come tentare di rianimare un cadavere con un defibrillatore.” Con questa metafora tagliente il genetista Marzio Capra, storico consulente della famiglia Poggi fin dal 2007, ha commentato a Estate in Diretta su RaiUno gli sviluppi della nuova inchiesta riaperta sulla tragica morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007 a Garlasco.

Nel corso del programma pomeridiano di RaiUno condotto da Nunzia De Girolamo e Gianluca Semprini, Capra ha messo in dubbio la fondatezza delle recenti indagini che puntano a nuove piste e, in particolare, a una presunta impronta appartenente ad Andrea Sempio, amico di Chiara, già escluso dai primi accertamenti giudiziari.

Capra: “Quelle impronte sono inutilizzabili”

Secondo il consulente, le tracce di sangue oggetto di questa nuova attenzione investigativa non porteranno a nulla di diverso rispetto al passato: “Si tratta con ogni probabilità di sangue della povera Chiara, come le altre centinaia di tracce già analizzate negli anni. Qui si parla del nulla, davvero.”

Capra ha poi smentito l’ipotesi che alcune impronte trovate nella scena del crimine potessero appartenere a nuove persone, affermando che alcune impronte attribuite a scarpe erano in realtà segni lasciati da ruote di biciclette, parcheggiate nel locale tecnico sottostante l’abitazione.

Dubbi sulla validità del DNA dopo 18 anni

Il punto più critico riguarda la solidità scientifica dei reperti: “Parliamo di impronte di essudato, materiale organico raccolto 18 anni fa – ha spiegato Capra – oggi quelle tracce possono essere contaminate, deteriorate, irrilevanti. La cosiddetta traccia numero 10, ad esempio, contiene un quantitativo di DNA vicino allo zero.”

Capra si è detto fortemente scettico anche rispetto alla presunta appartenenza dell’impronta 33 ad Andrea Sempio, su cui si basa la riapertura del caso: “Il metodo con cui si è arrivati a questa conclusione solleva molte perplessità. Le perizie precedenti hanno già dimostrato che, con altissima probabilità, nessuno avrebbe potuto entrare sulla scena del crimine senza lasciare impronte. E lì ne è stata trovata una sola.”

“Ipotesi irrilevanti, la sentenza è definitiva”

Il consulente ha ribadito la validità della sentenza che ha condannato Alberto Stasi in via definitiva a 16 anni di reclusione: “Dal punto di vista tecnico e investigativo, non ci sono margini per costruire teorie alternative. Parlare oggi di nuovi sospetti, senza elementi concreti, significa mettere in discussione l’intero impianto probatorio, senza motivo.”

Il caso Poggi resta uno dei delitti più noti e controversi della cronaca giudiziaria italiana, con riflessi ancora molto forti nell’opinione pubblica. Le parole di Marzio Capra, oggi a Estate in Diretta, riaccendono il dibattito, mentre si attende di capire se la nuova inchiesta sarà archiviata o porterà a risvolti concreti.

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