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Cronaca

Canton Ticino, la "caccia alle streghe" contro gli stranieri: centinaia di permessi di soggiorno non rinnovati

Luca Marsi·
Secondo un servizio della trasmessione televisiva svizzera 'Falò', le autorità del Canton Ticino trascurerebbero le leggi a favore dei cittadini stranieri, italiani compresi. Si tratta di centinaia di cittadini residenti in Svizzera da anni ai quali, alla domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, viene richiesto di lasciare il Paese entro uno o tre mesi. Nonostante la Svizzera, pur non essendo uno stato membro dell'UE, abbia aderito nel 2004 alla convenzione di Schengen che disciplina la libera circolazione delle persone, le leggi non sembrano essere chiare: "In Ticino la legislazione sugli stranieri è interpretata a piacimento secondo una precisa visione politica" ha evidenziato il Partito socialista ticinese che continua "Importante risorse collettive sono impiegate - con metodi che invadono la dignità delle persone - per una caccia alle streghe indiscriminta contro gli stranieri residenti da anni sul nostro territorio, invece che controllare i pochi casi in cui è effettivamente necessario. Preoccupano in partifolare le procedure inquisitorie alle quali sono sottoposti i cittadini stranieri attivi sul nostro territorio che dimorano in Ticino, che non hanno commesso alcun reato, che lavorano regolarmente o che in alcuni casi hanno avviato attività economiche indipendenti, magari impiegando manodopera. Persone che, perché straniere, vengono indagate con ripetuti contolli di polizia, con intrusioni a volte umilianti nella loro vita privata". Il Partito Socialista ha quindi richiamato un Consiglio di Stato chiedendo l'interruzione di "qualsiasi procedura non conforme a uno Stato di diritto".

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