lunedì 21 settembre 2026
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Cronaca

Auto targata austriaca gira con faro non funzionante, all'interno dell'auto tutti scalzi e senza mascherina

Luca Marsi·
Ieri pomeriggio una pattuglia della Polizia Stradale di Udine, in località Rivoli di Osoppo, durante i controlli sul rispetto delle norme COVID ha fermato una Ford grigia targata Austria per sottoporla a controllo poiché viaggiava con un faro non funzionante e perché, i cittadini austriaci erano sottoposti ad una normativa per l’accesso in Italia molto stringente per effetto del D.P.C.M. del 13 febbraio scorso valido dal 14 febbraio al 5 marzo.
 
A bordo si trovavano due giovani ed una bambina molto piccola risultati una giovane famiglia austriaca i cui componenti viaggiavano tutti scalzi e senza mascherine in un veicolo pieno di oggetti di uso domestico quotidiano (pentole e posate presumibilmente usate di recente, vestiti e coperte ecc.) oltre a diversi “Bongos”, i noti tamburi etnici tipici degli artisti di strada.
 
I giovani venivano invitati dagli operatori ad indossare le mascherine di protezione delle vie respiratorie in quanto prescritte in Italia nei luoghi pubblici, ed a fornire patente e documenti del veicolo ma alla richiesta rispondevano di non aver mai avuto (e men che meno indossato) mascherine e di non aver nemmeno la patente. A quel punto i poliziotti della Stradale, ricapitolavano ai giovani austriaci le norme vigenti indugiando sull’importanza delle prescrizioni sanitarie.
 
In tutta risposta la giovane coppia affermava con disinvoltura di non avere la televisione e di non leggere i giornali e, dunque, di non sapere nulla delle norme citate, per cui erano partiti dall’Austria per “andare a fare un giro in Toscana” senza minimamente preoccuparsi di protezioni e documenti al seguito.
 
Verificata la mancanza di documenti al seguito ancorché la patente risultasse esistente tramite verifica delle banche dati di Polizia, di fronte alle dichiarazioni, vere o meno che fossero, gli agenti contestavano le violazioni commesse per la mancata esibizione di documentazione attestante l’effettuazione del tampone almeno 48 ore prima dell’ingresso in Italia e quelle per il mancato uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie previste dall’art. 4 del D.L. 19 del 25 marzo 2020 oltre a quelle per il mancato possesso al seguito della patente di guida e per le anomalie del veicolo oltre all’intimazione a lasciare il territorio nazionale.
 
Alla fine del controllo, la esuberante giovane famigliola austriaca arrivata in Italia per un “giro turistico” in Toscana in piena pandemia, se ne ripartiva da Udine sicuramente più consapevole della condizione sanitaria che da tempo grava sulle popolazioni di tutta Europa e con l’intimazione a non proseguire il viaggio verso la Toscana e a fare rientro nel paese d’origine.

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