4.000 km in bici per i richiedenti asilo: Laura Beacall arriva a Trieste dopo un mese di viaggio in solitaria

Un viaggio simbolico per chi è costretto a fuggire. Oggi, lunedì 26 maggio 2025, la cittadina britannica Laura Beacall ha raggiunto Trieste al termine di una straordinaria impresa: 4.000 chilometri in bicicletta, attraversando l’Europa centrale e orientale per sostenere il lavoro umanitario dell’International Rescue Committee (IRC).
Partita il 1° maggio da Monaco, dove risiede da dieci anni, Laura – 31 anni, originaria del Merseyside – ha viaggiato in solitaria per un mese, toccando diversi Paesi e portando con sé un messaggio forte: non possiamo restare in silenzio di fronte al calo degli aiuti umanitari globali e all’indifferenza verso chi è in fuga da guerre e crisi umanitarie.
Un gesto concreto contro l’indifferenza
Il viaggio di Laura non è solo una raccolta fondi, ma un’azione politica e simbolica. Scoraggiata dal drastico taglio degli aiuti internazionali e dalla sospensione di numerosi progetti a sostegno dei rifugiati, ha deciso di pedalare per chi non può far sentire la propria voce.
“Sembrava impossibile fare qualcosa nel contesto attuale, ma non potevo semplicemente chiudere gli occhi”, ha dichiarato. “Non serve la bici migliore, serve determinazione. Ho affrontato questo viaggio con un vecchio modello in acciaio, una tenda singola e tanta forza nelle gambe”.
Durante il percorso ha visitato Belgrado, dove ha potuto osservare da vicino le attività dell’IRC, prima di dirigersi verso l’Italia e concludere il suo viaggio proprio a Trieste, città simbolica lungo le rotte migratorie.
Trieste: arrivo e incontro con i rifugiati
L’arrivo a Trieste non è stato casuale. Proprio qui, Laura ha incontrato rifugiati e richiedenti asilo supportati dai programmi italiani di IRC, chiudendo così il suo viaggio dove molti dei percorsi di migrazione si sono intrecciati nel corso degli anni.
Un messaggio di speranza a dieci anni dalla crisi migratoria
L’iniziativa vuole anche ricordare che, a dieci anni dalla cosiddetta “crisi dei rifugiati”, milioni di persone sono ancora in cerca di sicurezza. Laura Beacall ha dimostrato che, anche senza mezzi straordinari, una singola persona può accendere l’attenzione collettiva su temi dimenticati.
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