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Senza mascherina entra in uno studio medico e pretende una visita: poi la violenza

Luca Marsi·

Ieri l’ennesimo ed inaccettabile atto di violenza nei confronti di un Medico di Medicina Generale e del proprio Collaboratore di Studio. Un paziente senza mascherina si presenta in studio e senza qualificarsi, con minacce e spintoni pretende una prestazione medica. Invitato ad allontanarsi, prende a calci la porta d’ingresso dello studio spaccando la serratura.

Si rammenta che è in vigore la Legge 113/2020, recante "Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni" in cui vi è un ulteriore inasprimento sanzionatorio per coloro che minano la sicurezza degli Operatori Sanitari. Nello specifico è prevista la reclusione da quattro a dieci anni per le lesioni gravi cagionate agli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie e la reclusione da otto a sedici anni per le lesioni gravissime; vi è inoltre una circostanza aggravante per i delitti commessi – a danno dei medesimi soggetti – con violenza o minaccia, in presenza della quale i reati di lesioni e percosse sono sempre procedibili d’ufficio. A questo si aggiunge l’Art. 5 in cui “l'avere agito, nei delitti commessi con violenza o minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nonché di chiunque svolga attività ausiliarie di cura funzionali allo svolgimento di dette professioni, a causa o nell'esercizio di tali professioni o attività è soggetto (Art.9) alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5.000.”

Questo solo l’ultimo episodio di violenza; sempre più frequenti sono infatti le aggressioni verbali e

fisiche agli Operatori Sanitari.

SNAMI condanna fermamente tali azioni appoggiando appieno ogni forma legale di tutela e relativi

procedimenti.

FOTO DI REPERTORIO

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