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ASUGI informa

ASUGI, con il Dipartimento delle Dipendenze ha partecipato al bando di concorso “Fellowship Program 2021”

Luca Marsi·

ASUGI, con il Dipartimento delle Dipendenze ha partecipato al bando di concorso “Fellowship Program 2021”. La “Gilead Sciences S.r.l.”, un’Azienda impegnata a scoprire, sviluppare e fornire terapie innovative per le persone con malattie potenzialmente mortali e ad elevato impatto sociale come l’infezione da HIV, patologie del fegato, patologie oncoematologiche e infezioni fungine invasive, ha messo a disposizione risorse economiche per l’ideazione e la realizzazione di progetti di natura scientifica o socio-sanitaria, finalizzati a migliorare gli esiti della malattia e la qualità di vita dei pazienti o a favorire il raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica.

In questo ambito, il progetto dal titolo “Valutazione del percorso di cura in fase pandemica e dello stato di benessere nella popolazione di utenti trattati con DAA nel periodo 2019-2021” riguarda l’area di interesse EPATITE C – “Opportunità e limiti del controllo dell’infezione da HCV durante la pandemia da Sars-COV-2”; presentato dal Dipartimento delle Dipendenze, di cui è responsabile la dott.ssa Roberta Balestra, è stato giudicato positivamente e si è aggiudicato un premio pari a 30 mila euro.

Questo progetto si rivolge a due diversi target:

•           PWID (People Who Inject Drugs) che non accedono al servizio di screening del Dipartimento delle Dipendenze, (200 soggetti su 662 dell’anno 2020) con lo scopo di comprendere le diverse motivazioni che sono alla base di questo gap e porre in essere azioni di miglioramento;

•           pazienti già trattati con farmaci DAA nel 2019 (51 soggetti), nel 2020 (41 soggetti) (Antiretrovirali ad Azione Diretta), al fine di valutare l’impatto che ha avuto sull’utenza HCV ( Epatite C) e la riorganizzazione del servizio conseguente al COVID 19.

Questi pazienti continueranno a seguire e utilizzare la prassi clinica e assistenziale consolidata presso il Dipartimento che, inoltre, valuterà il profilo dei pazienti in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste.

I risultati attesi da questo studio sono:

1. Definire il profilo degli utenti che non si sottopongono allo screening di primo livello;

2. Coinvolgere i pazienti affetti da HCV nel processo di miglioramento continuo del percorso di presa in carico;

3. Valutare l’impatto sui pazienti delle attività di linkage to care previste dal protocollo operativo  prima e durante la pandemia da Sars-COV-2;

4. Valutare la fattibilità di un processo di valutazione sistematica dell’intero percorso di trattamento DAA da parte dei pazienti, al fine di garantire il miglioramento continuo dell’offerta di cura specialistica;

5. Aumentare il numero dei PWID testati;

6. Mantenere le attività del percorso strutturato ospedale-territorio in epoca pandemica.

Il progetto di ricerca intende svolgere un’indagine interna al servizio, coinvolgendo attivamente l’utenza che è stata curata per l’epatite C nel triennio 2019-2021 (primo semestre), quindi sia prima che durante la pandemia, al fine di valutare l’impatto della crisi sanitaria e della conseguente riorganizzazione delle attività sulla qualità dell’offerta, sul programma di cura, sullo stato di salute dell’utenza. Inoltre si approfondirà il profilo degli utenti che non hanno effettuato lo screening di primo livello, proprio per avere maggiori elementi per migliorare la capacità del servizio di testare l’utenza PWID a rischio. Le risultanze dello studio verranno prese in considerazione per apportare eventuali modifiche migliorative al percorso multidisciplinare; i risultati possono essere utili per i servizi per le dipendenze regionali e nazionali. Sul piano etico verrà data la massima importanza alla tutela della privacy ed alla sicurezza del trattamento dei dati sensibili.

Il progetto durerà 12 mesi a partire dal 1 ottobre 2021.

 

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