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Terza corsia, concluso entro novembre il secondo viadotto del nuovo ponte sul Tagliamento

Luca Marsi ·

Per due anni ha tenuto “compagnia” ai viaggiatori occasionali, ai pendolari e ai turisti. Con i suoi 6 metri di altezza e 140 di lunghezza, il carro varo, ha segnato l’orizzonte sull’autostrada A4 e tracciato – nell’immaginario collettivo – il confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Con il varo dell’ultimo concio del secondo viadotto del ponte sul fiume Tagliamento (il viadotto sarà completato entro il mese di novembre), ha concluso il suo compito ed è in fase di trasferimento in un altro cantiere. Struttura di tralicci d’acciaio, indispensabile per trasportare uno alla volta i conci -  manufatti a forma trapezoidale del peso di circa 80/110 tonnellate che, assemblati, sono andati a formare gli implacati dei due viadotti gemelli sul fiume Tagliamento – è stato smontato e revisionato pezzo per pezzo. Di proprietà della Spic srl di Castelfranco Veneto l’impianto, per essere smontato ha richiesto l’impegno di 15 operai al giorno, e la distribuzione del lavoro in tre fasi. La prima, che prende il nome di“configurazione di sicurezza” prevede il posizionamento della struttura su un piano livellato, sempre sul viadotto, ma distante dalle lavorazioni ancora in corso (il posizionamento dei cordoli e delle barriere di sicurezza) che stanno interessando gli ultimi 500 metri dell’impalcato. La seconda fase è lo “strip out”, termine tecnico inglese che indica la rimozione di tutti gli elementi non strutturali (impianti elettrici e oleodinamici) di un macchinario. L’ultima operazione riguarda lo smontaggio delle parti meccaniche e strutturali, rispettivamente motori, argani, centraline oleodinamiche, tralicci, i binari, che hanno consentito il trasporto dei conci, e le “gambe” dell’impianto. Questa è anche la fase più delicata che ha richiesto l’utilizzo di una gru da 90 tonnellate, in grado di sollevare gli elementi. Una volta appoggiate a terra e separate, le componenti sono state “inscatolate” in casse di legno.

L’attività ora è tutt’altro che conclusa, perché anche il trasporto non è cosa da poco. Basti pensare che per il viaggio di ritorno “alla casa madre” del carro varo sono stati prenotati 35 camion adibiti al trasporto eccezionale. Tre mezzi pesanti al giorno, in grado di sopportare carichi del peso di 30 tonnellate l’uno, partiranno dal viadotto sul Tagliamento e transiteranno lungo l’autostrada A4. La partenza è fissata il 5 settembre, data scelta non a caso, perché in quel periodo il traffico dell’autostrada non sarà più caratterizzato dai bollini rossi e neri tipici dell’esodo e controesodo estivo. Il transito quindi risulterà più agevole e meno impattante sull’intera circolazione. E poi? La prossima destinazione dovrebbe essere l’Algeria. Il condizionale è d’obbligo perché l’Algeria in questo momento è uno dei Paesi più a rischio, la cui crisi politica potrebbe avere anche ricadute economiche. Se, invece tutto filerà liscio, il carro varo prenderà la via del mare e sbarcherà nel continente africano. Altri conci verranno caricati sui tralicci e sul binario e andranno a comporre un nuovo viadotto larghezza identica a uno di quelli del Tagliamento, ma in questo caso “sdoppiato”, ovvero con una fessura nel mezzo, dove si circolerà su due corsie in entrambi i sensi di marcia. Un’opera ritenuta tra le più importanti nell’intero NordAfrica.

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